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La didattica nella formazione professionale: i corsi di istruzione e formazione tecnica superiore

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Saldi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Lanfranco Rosati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

Di fronte alle esigenze di un mondo che percepisce la necessità di un sistema formativo adeguato ai mutamenti, si sta proponendo un nuovo “paradigma formativo” entro il quale reinterpretare la funzione di un sistema che sembra aver perso, anche nei confronti dei giovani e delle famiglie, una capacità di legittimazione.
La tesi che la formazione possa essere un “parcheggio” di risorse umane ha quasi del tutto ceduto il posto alla concezione della formazione come investimento di risorse umane e questo sia da parte delle imprese, sia da parte dei soggetti stessi della formazione (i giovani e le famiglie).
A questa concordanza di vedute si accompagnano, tuttavia, alcuni aspetti problematici:
1) la difficoltà di comunicazione e di realizzazione di microcollaborazioni tra mondo scolastico-formativo e mondo aziendale;
2) l’esigenza di una maggiore integrazione tra soggetti cui compete la funzione di programmazione dei sistemi educativo- formativi ed i soggetti che in qualche modo esprimono osservazioni e necessità circa tali indirizzi;
3) la definizione del disegno dell’intero sistema educativo-formativo, a partire dall’acquisizione dei concetti del policentrismo formativo e della relazionalità.
Partendo da queste esigenze è possibile ipotizzare una proposta di ristrutturazione del sistema educativo- formativo secondo i tre diversi livelli della “cultura di base” che spetta alla scuola, della “base professionale” che poggia sulla collaborazione tra scuola, sistema di formazione professionale e realtà aziendale, e, infine, del “perfezionamento professionale” in cui appare necessaria una collaborazione tra scuola, centri di formazione professionale ed azienda.
Le situazioni educative sono chiamate a mediare le esigenze avanzate dall’innovazione scientifico-tecnologica con le domande formative dei lavoratori, attraverso criteri che vanno analizzati, per verificarne la potenziale produttività.
Rispetto ai cambiamenti strutturali, la domanda di nuova professionalità non vuol essere intesa come preponderante dalle istituzioni formative e le capacità connesse non sembrano acquisibili con i normali curricoli di istruzione professionale.
Rispetto ai cambiamenti socioculturali e personali, si rileva una nuova concezione del lavoro, riferito alla globalità dell’esistenza o visto come uno dei molteplici ruoli del soggetto; così come la formazione può essere intesa come una delle esperienze del soggetto.
La domanda di formazione è sempre più soggettiva e rivolta a diverse agenzie educative, mentre una cultura della produttività sembra avere il sopravvento sulla cultura della solidarietà.
L’ istituzione formativa ha il compito di educare ad una cultura professionale integrale, rivolta al bene comune, con una continua interazione formazione-lavoro- formazione.
Gli obiettivi sono definibili in specifiche “guide curricolari” elaborate recentemente nell’area della formazione professionale.
La valutazione dell’efficacia e efficienza dei modelli formativi è però limitata.
Aumenta il peso delle imprese nella definizione dei percorsi orientati al lavoro, ma si cerca anche di soddisfare gli individui e di garantire un servizio di pubblica utilità.
Con questo lavoro si è cercato di approfondire il rapporto che c’è tra la didattica e la formazione professionale, ponendo l’attenzione sull’importanza di usare una didattica adeguata alla richiesta.
Per fare ciò si è partiti analizzando il concetto di lavoro, visto sotto il punto di vista storico, sociologico e psicologico.
Esiste una forte interazione tra soggetto, campo e ambiente, e le risorse disponibili.
Per far sì che questa interazione sia produttiva bisogna investire sulla formazione, intesa non come semplice trasmissione di informazioni, che rimane peraltro importante, ma un processo di sviluppo e di crescita della persona, un progressivo liberarsi delle potenzialità soggettive che permettano la piena realizzazione di... (continua)

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3 INTRODUZIONE Di fronte alle esigenze di un mondo che percepisce la necessit� di un sistema formativo adeguato ai mutamenti, si sta proponendo un nuovo �paradigma formativo� entro il quale reinterpretare la funzione di un sistema che sembra aver perso, anche nei confronti dei giovani e delle famiglie, una capacit� di legittimazione. La tesi che la formazione possa essere un �parcheggio� di risorse umane ha quasi del tutto ceduto il posto alla concezione della formazione come investimento di risorse umane e questo sia da parte delle imprese, sia da parte dei soggetti stessi della formazione (i giovani e le famiglie). A questa concordanza di vedute si accompagnano, tuttavia, alcuni aspetti problematici: 1) la difficolt� di comunicazione e di realizzazione di microcollaborazioni tra mondo scolastico-formativo e mondo aziendale; 2) l� esigenza di una maggiore integrazione tra soggetti cui compete la funzione di programmazione dei sistemi educativo- formativi ed i soggetti che in qualche modo esprimono osservazioni e necessit� circa tali indirizzi; 3) la definizione del disegno dell� intero sistema educativo-formativo, a partire dall� acquisizione dei concetti del policentrismo formativo e della relazionalit�. Partendo da queste esigenze � possibile ipotizzare una proposta di ristrutturazione del sistema educativo- formativo secondo i tre diversi livelli della �cultura di base� che spetta alla scuola, della �base professionale� che poggia sulla collaborazione tra scuola, sistema di formazione professionale e realt�

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Parole chiave

didattica
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