Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità

Analisi del requisito della proporzione in una prospettiva storico- comparatistica nelle due scriminanti comuni della legittima difesa e dello stato di necessità.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 CAPITOLO I LA PROPORZIONE “Vim vi repellere licet”, “Necessitas non habet legem”. Si definiscono cause di giustificazione o cause di esclusione dell’antigiuridicità ovvero scriminanti, giustificanti o esimenti quelle situazioni in cui un fatto che di regola è vietato dalla legge, non costituisce reato in virtù dell’esistenza di una norma che lo autorizza o lo impone: il fatto, in tali condizioni, è giuridicamente lecito ab origine nonostante la conformità ad una figura astratta di un reato. Le cause di giustificazione hanno un’efficacia generale che si estende a tutti i rami dell’ordinamento rendendo inapplicabili sanzioni di qualsiasi tipo siano esse penali, civili o amministrative. 1 L’argomento del lavoro in esame verterà in particolare sull’esame del requisito della proporzione nelle due scriminanti comuni della legittima difesa art. 52 cp e dello stato di necessità art. 54 cp . Il nucleo delle due figure presenta un complesso di elementi fondamentali comuni, in particolare il requisito della proporzione è espressamente richiesto in entrambe i casi Art. 52 difesa legittima : “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa, nei casi previsti dall’art. 614 2 , 1° e 2° comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente 1 Il punto più controverso riguarda il problema della natura dell’obbligo di “indennizzo” previsto per lo stato di necessità ex art. 2045 c.c. La disposizione riconosce al danneggiato il diritto ad un indennizzo,ma ciò non contraddice l’affermazione per cui il fatto in presenza di una causa di giustificazione è lecito ab origine perchè la somma in qualche misura riparatoria prevista dalla legge ed il cui ammontare è rimesso all’equo apprezzamento del giudice, non costituisce un risarcimento del danno (che è una sanzione civilistica). Molari dimostra che l’azione necessitata è da ritenersi civilmente lecita e può ricondursi alla categoria degli atti leciti dannosi. Grosso C.F., Difesa legittima e stato di necessità, Milano, 1964, p.326 ss; Molari Profili dello stato di necessità, Padova, 1964, p. 115 ss. 2 Commi aggiunti con la Legge n. 59 del 13 febbraio 2006 ”Modifica dell’art52 del Codice Penale in materia di diritto all’autotutela in privato domicilio” in vigore dal 17 marzo 2006 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2 marzo 2006.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Valentina Molino Avila Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2330 click dal 04/05/2007.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.