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Filadelfia nel Catasto Onciario del 1741

Il sistema fiscale del Regno di Napoli, fin dall'inizio del 1700, era basato sui fuochi. Una tassazione che, a giudizio dell'illuminista Antonio Genovesi, obbligava "a pagare tanto il povero, quanto il benestante" e riduceva molte famiglie alla mendicità e all'abbandono dei centri abitati dove maggiore era il controllo statale.

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1Introduzione Il sistema fiscale del Regno di Napoli, fino agli inizi del 1700, era basato sui fuochi. Una tassazione che, a giudizio dell'illuminista Antonio Genovesi, obbligava "a pagare tanto il povero, quanto il benestante" e che riduceva molte famiglie alla mendicità e all'abbandono dei centri abitati dove maggiore era il controllo statale1. Questo tipo di fiscalità, come ha rilevato Franca Assante, "era miope e rapace" e tendeva ad estorcere quanto più era possibile alla popolazione2, basando i calcoli di applicazione della tassa non sul reddito effettivo dei nuclei ma sul numero dei fuochi tassabili; per i quali ogni Università doveva allo Stato il tributo globale secondo una quota fissa di 42 carlini per fuoco. La politica vessatoria, a giudizio della storiografia, accomunò nel malgoverno spagnoli (1503 - 1707) ed austriaci (1707 - 1734) che 1 F. BARRA, Pensiero riformatore e azione di governo. Il dibattito sul Catasto nel Mezzogiorno settecentesco, in "Il Mezzogiorno settecentesco attraverso i Catasti Onciari", Atti del seminario di studi 1979 - 1983, Ed. Scientifiche Italiane, Napoli 1983, Vol. I, p. 28. 2 F. ASSANTE, Per una storia di un casale "arberesh", Ed. Giannini, Napoli 1999, p. 52.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Teresa Gemelli Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3548 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.