Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I nuovi senza dimora: tre nuove tipologie di homeless

Che cosa è la povertà? Analizzare il fenomeno significa abbandonare l’idea di un concetto univoco. Esistono varie classi di poveri che si formano dall’intreccio di diverse variabili: da quelle socio-economiche a quelle storico-culturali. La povertà è un fenomeno dinamico che accompagna l’uomo dalla sua nascita, e lo segue in tutte le sue fasi evolutive. È un male sociale che investe una parte dell’umanità adottando forme sempre diverse, adeguandosi al mutare dei tempi. Fino a pochi decenni fa costituiva la linea di demarcazione tra i il nord e il sud del mondo, attualmente si sta diffondendo anche nelle società più industrializzate. Le cause di tale espansione del fenomeno vanno ricercate nella globalizzazione neoliberista, nell’internazionalizzazione dei processi produttivi, nella precarietà e nell’aumento dei costi di vita.
Dalle inchieste di Buret e di Engels, alla Social survey di Booth, e ancora agli studi di Simmel e della scuola di Chicago, il povero del terzo millennio si identifica negli uomini separati, nelle ragazze madri, nelle anziane sempre più sole, e nei working poors. L’evoluzione del concetto di senza dimora è legata all’evoluzione del concetto di dimora non intesa più esclusivamente come bene materiale, ma come insieme di relazioni sociali all’interno del quale l’individuo forma la propria identità. L’esclusione da questa rete di socializzazione conduce all’esclusione sociale che può degenerare, se sussistono fattori contingenti, a condurre una “vita per strada”.
Sono “invisibili” soprattutto perché dimenticati dalle istituzioni socio-politiche, da ciò ne deriva l’inderminatezza sia del numero che dell’identikit. Se l’Istat non è in grado di fornire dati precisi su questo fenomeno, nel 2000 un’indagine della Fondazione Zancan di Padova, incaricata dal Ministero del Welfare, rilevò in una sola notte la presenza di circa 17000 persone nelle strade, nelle piazze e nei centri d’accoglienza delle città italiane. Da qui la necessità di promuovere il maggior numero di studi nella materia per conoscere i nuovi poveri. La metodologia che ho adottato nella mia tesi, per analizzare i nuovi senza dimora, si è concretizzata in una serie di quattro interviste qualitative ai rappresentanti delle rispettive tipologie. Tale studio mi permette di confermare che la tradizionale figura dell’homeless viene affiancata, ma non sostituita, da nuove tipologie aggravando così la situazione sociale. Oltre ai dati mancano efficaci e mirate politiche sociali che facciano fronte ad un problema oggi aggravato dalla vulnerabilità figlia di quella stessa società che dovrebbe garantire sicurezza e stabilità, e che invece sembra creare e riprodurre sempre di più “nuovi rischi sociali”.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 Introduzione Si potrebbe dire che sia nata prima la povertà e poi l’essere umano. Sicuramente è un ipotesi azzardata e astratta. Non lo è affermare che la povertà esiste da quando esiste l’uomo. Non solo: la povertà segue le evoluzioni dell’uomo. È un concetto dinamico che muta con il mutare dei tempi e dei bisogni dell’uomo. La povertà è un fenomeno che ha interessato e continua ad interessare le società, soprattutto quelle post- moderne. È stata oggetto di molti dibattiti e riflessioni pluridisciplinari, costituendo la materia di studi e ricerche non solo sociologiche, ma anche giuridiche ed economiche. Nonostante tutto rimane però un fenomeno sociale in quanto investe in toto le società. Nel corso della storia sono state avanzate varie interpretazioni della povertà, cercando di individuare la sua essenza primaria. Ma ancora oggi risulta difficile darne un’unica definizione. “Una corretta analisi del fenomeno sulla povertà richiede che già in sede di definizione la povertà non venga considerata come situazione individuale […] ma come un processo sociale particolare, parte di quella rete di relazioni che reggono i rapporti sociali complessivi, che trova origine – ed esplica i

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Salvatore Patricelli Contatta »

Composta da 283 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5125 click dal 11/05/2007.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.