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Aspetti storici, epidemiologici e clinici della Cannabis sativa L.

La tesi in due volumi, ha inteso evidenziare le problematiche di varia natura riguardanti, a livello mondiale, l'uso e l'abuso delle droghe in particolare dei derivati della Cannabis sativa L.. Nella prima parte a cominciare da una fotografia di tipo epidemiologico del fenomeno droga oggi nei suoi aspetti più significativi si è analizzato e presentato l'uso delle droghe nell'antichità riportando testi originali di poeti, medici e studiosi di varie discipline. Si è voluto sottolineare in proposito le differenti motivazioni all'uso degli stupefacenti fra antichità e modernità. Motivazioni nei tempi più recenti e vicini a noi legate a difficoltà di adattamento a cambiamenti storici, culturali ed economici. Nella seconda parte si è posta al centro la relazione fra Cannabis e patologie a partire dalla conoscenza botanica della pianta e dei meccanismi d'azione dei suoi principi attivi: i cannabinoidi. Questo è stato un indispensabile passaggio per poter illustrare le connessioni appunto fra Cannabis e tossicità acuta e cronica nel bambino e nell'adulto, malattie infettive e sequele neurologiche a testimonianza di una sicura "non totale innocuità" di queste droghe "leggere". Si è analizzata infine la posizione della Cannabis nell'ambito della legislazione internazionale e italiana, fino al 1998, anno di stesura e discussione della tesi.

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1 PRESENTAZIONE Questa tesi si propone di evidenziare le problematiche di varia natura riguardanti, a livello mondiale, l'uso e l'abuso delle droghe, con particolare attenzione ai derivati della Cannabis sativa L.. Nel corso della ricerca di documentazione su alcuni testi originali di poeti, medici, studiosi di varie discipline, si è potuto scorgere nell'ambito delle culture tradizionali, la presenza delle droghe come componente significativa, 'normale', nella vita dei popoli fin dalla più remota antichita. Presso di essi l'uso degli stupefacenti non era "problematico", ma "positivo": doveva servire alia crescita spirituale di chi li assumeva e del popolo nel suo complesso. Le motivazioni che lo promuovevano e sostenevano non avevano niente a che vedere, quindi, con i disagi esistenziali, la ricerca di identità, la fuga dalla realtà, ovvero con la complessità con cui si presenta la realtà odierna. Delle sostanze psicotrope - fra cui un posto di rilievo aveva la Cannabis- venivano valorizzate ed utilizzate, soprattutto, le proprieta terapeutiche, inscindibili dalla capacità di far entrare l'uomo in contatto con la divinità e di fargli sperimentare una dimensione più profonda e sconosciuta del proprio essere e del vivere, ed i poteri magici, il valore nutrizionale in caso di carestia, l'aiuto che potevano offrire nell'assolvere compiti difficili e per migliorare le relazioni sociali. Si può ragionevolmente pensare, quindi, che, in tali contesti, anche quando l'assunzione di sostanze dotate di effetti psicorropi avesse provocato danni seri alla salute psichica e fisica, peraltro quasi mai resi noti, non avrebbe rivestito l'importanza di problematica sociale allarmante. Tuttavia, già nella seconda metà del secolo scorso, l'affacciarsi della modernità con la diffusione del capitalismo, lo sviluppo della tecnica, l’invadenza dell'ideologia, esigeva, dalle istituzioni e dai singoli,adeguamenti, compromessi, mutamenti, obbedienze o fughe.

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Margherita Andreina Magazzini Contatta »

Composta da 428 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.