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L'uso del Linguaggio Sportivo nel giornalismo ispanico. ''Analisi della stampa di lingua spagnola durante il mondiale di calcio 2006''.

Attraverso lo studio della stampa dei sei paesi di lingua spagnola che partecipavano al mondiale di calcio 2006, sono state messe in risalto nell'elaborato quelle che sono le peculiarità del linguaggio giornalistico sportivo messe in risalto da esempi e da traduzioni di articoli significativi. Il dramma di argentini e messicani, la disillusione spagnola, il disappunto costaricense, la gratitudine ecuadoregna e l’amarezza paraguayana hanno segnato il ritorno a casa delle sei rappresentative protagoniste sulla stampa di un racconto che ha assunto toni diversi a seconda delle circostanze, delle rappresentative nazionali, dei risultati sperati e ottenuti, delle peculiarità culturali e sociali che un tale evento ha racchiuso in sé, facendo risaltare quelle che sono le caratteristiche del linguaggio giornalistico sportivo.

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1 INTRODUZIONE “ il cielo è azzurro sopra Berlino, siamo campioni del mondo “ (Marco Civoli) Queste parole, pronunciate dal telecronista Rai Marco Civoli, sono risuonate in tutte le piazze e le case italiane nella notte del 9 luglio 2006. Gli orologi di tutta Italia segnavano le 22.41, il rigore decisivo era stato appena calciato e stava cominciando la grande notte della festa per la tanto sospirata vittoria dell’Italia al mondiale di calcio disputato in Germania. Un successo atteso da ben 24 anni, tanto era trascorso infatti dall’ultimo trionfo della nazionale di calcio. Era il 1982 e chi scrive era un bambino, molto piccolo allora, a cui a malapena oggi resta qualche immagine e qualche sfocato ricordo di quella giornata nella memoria. Ricordi personali vivi e difficili da cancellare, perché vissuti intensamente, quelli dell’estate 2006. Ero anch’io a festeggiare quella notte insieme a tanti milioni di italiani scesi nelle strade, quasi come per la liberazione della fine di una guerra, in una atmosfera unica, un qualcosa di mai visto e provato prima. C’era un senso di fratellanza pressochè totale , persone che non si conoscevano e che forse mai avrebbero avuto modo di incontrarsi si abbracciavano, si sorridevano, vicini di casa che per un motivo o per un altro erano eternamente in litigio, di colpo avevano dimenticato tutto e festeggiavano insieme da balcone a balcone, mentre come uno sciame, motorini e autovetture iniziavano il loro corteo trionfale. Per una notte eravamo tutti uniti, ciascuno con i suoi problemi piccoli e grandi messi da parte. E’ davvero stupefacente pensare a quanto uno sport, e una semplice palla di cuoio che rotola in fondo, sia stata capace di unire così tanta gente e far sentire tutti per un giorno come una sola persona, orgogliosi e fieri della propria nazionalità.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pasquale Teoli Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3092 click dal 23/05/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.