Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La strada verso il possibile: dall'educazione scout all'elaborazione di un progetto educativo di comunità

La tesi tratta del disagio giovanile nel mondo attuale: dopo un'analisi della realtà giovanile oggi con l'individuazione delle problematiche attuali e delle mancanza da parte della società e della famiglia in particolare che non sa più e non vuole "educare alla vita", si evidenzia l'importanza dell'associazionismo e dell'impegno del terzo settore come possibilità per i giovani di crescere in una società realmente educativa, di superare il disagio perchè immersi in una rete dicontrollo e sviluppo che gli permetta di realizzarsi davvero come persone felici. In particolare si analizza lo scautismo come una tra le possibilità, data l'esperienza personale dell'autrice, e si elabora un progetto educativo da realizzarsi tramite il suo metodo rivolto ai ragazzi in generale con uno sguardo attento ai ragazzi difficili.Metodologie di ricerca son state oltre ad un'analisi compilativa, nterviste e studio su progetti educativi.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione “La strada verso il possibile” trae ispirazione da una metafora che segna tutto il percorso della vita di uno scout. In essa si racchiude il senso di questo lavoro. Prima di tutto la strada nello scautismo rappresenta la vita di ciascuno con le sue difficoltà (la durezza della strada, le salite), ma anche i suoi piaceri (gli incontri, la meta, i compagni di viaggio, il panorama). In secondo luogo, essa è rivolta al possibile: la meta da raggiungere la decidiamo noi e possiamo arrivare laddove le nostre forze ce lo consentono, avendo come unico limite le possibilità del nostro fisico. “Quando ci sembrava di non poterne più, abbiamo spinto ancora, quando sembrava di avere tutte le ragioni per fermarsi, abbiamo continuato. E ci siamo accorti che eravamo capaci, e siamo arrivati fino in fondo là dove volevamo” (Basadonna, 2001, pag. 66). Questo è il senso della strada ed è anche il senso di questo lavoro: penso sia necessario fondare l’educazione in modo che possa comunicare un messaggio bene preciso ai giovani. Essi devono crescere convinti che il mondo con le sue costrizioni, le esperienze negative vissute in famiglia o per strada, il rifiuto dei propri compagni, niente di tutto questo può decidere del proprio destino, niente può dire in modo definitivo cosa dobbiamo o cosa possiamo essere. Credo che il messaggio fondamentale che debba passare attraverso l’educazione sia che ciascuno di noi può essere ciò che vuole essere, ciascuno può realizzare se stesso liberandosi prima di tutto dalle costrizioni del reale. Questo è possibile costruendo un carattere forte, curando e amando sé stesso e il proprio corpo, coltivando un sogno. Il lavoro si apre con una riflessione sul mondo giovanile (capitolo 1): i problemi della crescita legati al cambiamento fisico (e non) in adolescenza, ma anche le difficoltà ad assumere atteggiamenti di autonomia nell’affacciarsi al mondo adulto. La difficoltà nella definizione dell’adolescenza oggi apre la strada a quella che viene definita ”adolescenza prolungata” e la conseguente difficoltà di definizione dell’età adulta. Nasce una nuova classe di età, i “giovani adulti”: caratterizzati da sfiducia nel futuro e nei progetti a lungo termine, restii dal prendersi delle

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Dessi Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5005 click dal 24/05/2007.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.