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La responsabilità penale delle persone giuridiche

La tesi tratta il problema della responsabilità penale delle imprese in seguito all'entrata in vigore del D.lgs. 231/2001. La dottrina si è molto dibattuta sulla necessità o meno di attribuire, in capo agli enti collettivi in quanto tali, una responsabilità e sulla sua eventuale qualificazione (come responsabilità penale oppure amministrativa) in relazione, soprattutto, alla compatibilità con l'art. 27 comma 1° Cost. e con il brocardo "societas delinquere non potest".
La tesi analizza in maniera precisa tutte le problematiche connesse alla suddetta questione, partendo da un valido excursus storico (dagli inputs comunitari), e si conclude con lo studio delle scelte normative effettuate da ordinamenti giuridici estranei al nostro (Common law e altri Paesi Europei).
Prevede, inoltre, un copioso allegato giurisprudenziale (vedi per esempio Ordinanza Tribunale di Milano caso Siemens AG) e numerosi riferimenti anche alla giurisprudenza estera (vedi, per esempio, il caso Enron e la condanna dell'Arthur Andersen in merito ai tribunali statunitensi).

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INTRODUZIONE Tre sono state, in linea di massima, le problematiche cui, anche nel nostro ordi- namento, si è cercato di dare una soluzione attraverso l’attribuzione di una sorta di responsabilità per fatto illecito in capo ad enti collettivi 1 . Anche nella società italiana, infatti, si è agito al fine di arginare un fenomeno che ha superato le più chiare forme di delinquenza tradizionale 2 . Ci riferiamo, dunque, innanzitutto, alla necessità di porre un limite al, sempre più preoccupante, dilagare della cd criminalità dei colletti bianchi, poi ancora alla necessità di ridurre quella che viene generalmente indicata come criminalità del profitto e, infine, di tutelare la vita di persone che, come noi, vivono nella società del rischio. Quanto al problema degli illeciti cagionati dai colletti bianchi si fa riferimento all’attività svolta da soggetti che solitamente ricoprono posizioni dirigenziali in una società e che, per assecondare interessi personali, sfruttano il loro prestigio facendo fare alla stessa società scelte illegittime. Quanto, invece, al problema della criminalità del profitto si fa riferimento al su- peramento di quella linea sottile che generalmente divide l’attività economica legale da quella illegale. E’ evidente, dunque, come l’agire di una qualsiasi per- sona giuridica si ponga, border line, fra il lecito e l’illecito. Preoccupante è, poi, sapere che, molto spesso, l’attività di questi soggetti giuri- dici è fortemente collegata alle scelte promosse dalla criminalità organizzata. 1 Per lo studio della responsabilità degli enti in generale è stata utilizzata, in buona parte, la relazione di PIER- GALLINI, La responsabilità degli enti e sistema sanzionatorio, redatta per l’incontro di studi organizzato dal CSM La responsabilità amministrativa degli enti, 9-11 dicembre 2002, e pubblicata su Diritto penale e proces- so, 2001, n. 11, pgg. 1353 ss., IPSOA. 2 Si veda, in proposito, PIERGALLINI, La responsabilità degli enti e sistema sanzionatorio in Diritto penale e processo, 2001, n. 11, pgg. 1353 ss. 1

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Emanuela Calabrese Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.