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Sistema Informativo Territoriale finalizzato alla progettazione del piano di fruizione di una Riserva N.O. Applicazione al caso di Montepellegrino e parco della Favorita

Informazioni tesi

  Autore: Maria Jlenia Cantavenera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Domenico Costantino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

Oggetto:Realizzazione di uno strumento di informazione- formazione (Sistema Informativo Territoriale) ed creazione di un servizio (Piano di Fruizione).
Scopo:Fornire una chiave di lettura nuova, funzionale e flessibile per riserve naturali, parchi archeologici e aree vincolate, e che necessitano azioni di studio, di tutela e di individuazione e valorizzazione del legame con le aree limitrofe e con il resto del paesaggio.
fasi della realizzazione:
Elaborazione dei dati a disposizione, acquisizione, georeferenziazione, digitalizzazione, costruzione del Dem;Redazione del Sistema Informativo, analisi del database, confronto ed elaborazione dei vari
tematismi, overlay, operazioni sui grid tramite map calculator;Analisi dei risultati, valutazione critica, visualizzazione degli obiettivi, scelta delle tipologie d’intervento, redazione del Piano di Fruizione;Visualizzazione dei risultati del SIT con possibilità di quering, visualizzazione di hotlinks, navigazione virtuale sul modello mediante VirtualGIS.

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I Introduzione Poche città sorte sulle rive del mare contengono nel loro perimetro una montagna; Palermo è una di queste, e Monte Pellegrino, da sempre segno di- stintivo del suo paesaggio, è oramai parte essenziale del capoluogo siciliano, ma anche simbolo e punto di riferimento. Il bel promontorio roccioso è quasi un avamposto, una roccia di difesa, avanzata sul mare a protezione della città. E' dunque importante riscoprire chi è Monte Pellegrino. Il suo territorio, a volte luogo sacro della coscienza dei palermitani a volte terra di nessuno da occupare o predare, ha attraversato la storia urbana di Palermo mantenendo molte sue parti in un precario equilibrio tra ambiente spontaneo e interventi artificiali. La montagna che a prima vista potrebbe apparire come un monolite, vive in simbiosi con la città che si è estesa a dismisura alle sue pendici condividen- done i destini nelle varie vicissitudini storiche di conquiste, invasioni e tentativi di urbanizzazione ma resistendo sempre nella sua integrità ed unità. Che l'interesse della città di Palermo per il Monte Pellegrino si sia risveglia- to di fatto intorno alla metà del 1600, in seguito alle vicende legate alla peste di Palermo e a Santa Rosalia, è testimoniato anche dal modo in cui viene trattato il rilievo montuoso nelle rappresentazioni cartografiche che divengono pro- prio in questo periodo strumento principe di conoscenza del territorio e di rappresentazione urbana. Il netto profilo del monte pur così vario e ricco di valli e dirupi, tanto da assumere caratteristiche di acrocoro, costituisce l’elemento caratteristico del golfo. Dal Settecento ad oggi, da quando Giovanni Houel (pittore di Luigi XV) ed Enrico Cristoforo Kniep (compagno di Goethe nel suo viaggio in Italia) si innamorarono della sua aspra bellezza, e da prima ancora, la sagoma del Mon- te Pellegrino è stata mille volte ritratta da artisti di tutto il mondo. Per i palermitani il Monte Pellegrino è più che un luogo mirabile per bel-

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