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Il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Delia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Agatino Cariola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di analizzare l’evoluzione storica del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, presente sulla Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, ma elaborato della giurisprudenza dalla Corte Costituzionale, come principio ispiratore per la risoluzione dei conflitti tra Stato e Regioni. Tale principio non fu scritto esplicitamente nell’originario testo della nostra Costituzione fin quando con la riforma del titolo V, ha trovato in essa uno spazio esplicito, seppure ristretto, nell’articolo 120 II comma. Si vuole verificare ciò che era il principio in origine, nella giurisprudenza della Corte Costituzionale e ciò che è rimasto di esso nella attuale giurisprudenza della Consulta.
Dalla presente elaborazione emerge, sia l’evoluzione del regionalismo italiano dalla promulgazione della Costituzione del 1948 ai nostri giorni, sia l’evoluzione del principio di leale collaborazione nel medesimo periodo di tempo. Il regionalismo italiano nasce con la Costituzione del 1948, in essa prevale un regionalismo di tipo garantista. Si ha infatti una netta separazione delle competenze tra Stato e Regioni. I costituenti optarono per un regionalismo di tipo garantista per il timore dovuto alla novità e alle incognite dell’istituto regionale e per prevenire un eventuale sopravvento regionalista nei confronti dello Stato centrale.
Nel corso degli anni che seguirono la promulgazione della costituzione del 1948 il nostro regionalismo ha subito una torsione in senso cooperativo. Con la riforma del Titolo V della Costituzione attuata con legge costituzionale n. 3 del 2001 si è avuto un ribaltamento delle competenza legislativa residuale, ora spettante alle Regioni. Lo Stato ha una potestà legislativa esclusiva in determinate e importanti materie elencate nell’art 117, comma II, Cost. Le Regioni hanno una potestà legislativa concorrente con lo Stato, in determinate materie elencate nell’art.117, comma III, Cost., in queste materie spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Nelle materie in cui la potestà legislativa non è espressamente riservata alla legge dello Stato, essa spetta alle Regioni.
Riguardo alla nascita del principio di leale collaborazione emerge che esso ha origine dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Il principio è dapprima vago poi diviene sempre più chiaro e preciso. Il principio si evolve attraverso un largo uso di esso da parte della Consulta nella risoluzione delle controversie fra Stato e Regioni, la quale invita l’uno e le altre a collaborare nello svolgimento delle proprie funzioni sia amministrative che legislative anche attraverso informazioni accordi intese. Con la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, attuata con legge costituzionale n. 3 del 2001 il principio di leale collaborazione è stato inserito nell’articolo 120 comma secondo. A seguito della suddetta riforma costituzionale il principio di leale collaborazione ha visto accrescere la propria importanza e la propria validità. L’art 120 comma II così recita: “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione”. Anche se non viene esplicitamente proclamato come principio di generale applicazione, la Corte costituzionale ha continuato a utilizzare tale principio in via generale. Adesso l’applicazione del principio di leale collaborazione viene intesa come collaborazione paritaria tra Stato e Regioni e non solo collaborazione per la tutela di interessi puramente statali.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di analizzare l’evoluzione storica del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, presente sulla Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, ma elaborato della giurisprudenza della Corte Costituzionale, come principio ispiratore per la risoluzione dei conflitti tra Stato e Regioni. Tale principio non fu scritto esplicitamente nell’originario testo della nostra Costituzione fin quando con la riforma del titolo V, ha trovato in essa uno spazio esplicito, seppure ristretto, nell’articolo 120 II comma. Si vuole verificare ciò che era il principio in origine, nella giurisprudenza della Corte Costituzionale e ciò che è rimasto di esso nella attuale giurisprudenza della Consulta. 5

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Parole chiave

decentramento
leale collaborazione
leale cooperazione
questione regionale
regionalismo cooperativo
regionalismo garantista
regioni
titolo v della costituzione

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