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Il mantenimento dei figli maggiorenni nella crisi della famiglia

. La nuova legge
In tema di separazione e affidamento dei figli, recentemente, è stata promulgata una nuova legge: L. 8 febbraio 2006, n. 54, intitolata "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1° marzo 2006 ed entrata in vigore il 16 marzo 2006.
E’ necessario sottolineare che la nuova legge, all’articolo 4 secondo comma, estende tali disposizioni in tema di separazione, anche ai casi di divorzio.
L’articolo 1 della legge 54/2006 sostituisce il vecchio articolo 155 del Codice Civile con uno nuovo intitolato, come quello precedente, “provvedimenti riguardo ai figli”.
In questo articolo la nuova legge indica nell’affidamento dei figli ad entrambi i genitori la conseguenza normale della loro crisi, tale affidamento viene detto condiviso.
Tra gli articoli nuovi che la legge sull’affidamento condiviso aggiunge, vi è l’articolo 155-quinquies, intitolato “Disposizioni in favore dei figli maggiorenni”, il primo articolo che, nell’ambito di crisi della famiglia, si occupa esplicitamente dei figli che raggiungono la maggiore età.

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2 CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI DEL DIRITTO AL MANTENIMENTO DEI FIGLI MAGGIORENNI 1. Il dovere di mantenimento nei confronti dei figli Il dovere di mantenimento viene sancito dall’art 30, 1° comma, Cost. , ove si stabilisce il dovere e il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nel rispetto della norma costituzionale, l’art 147 c.c. , sancisce che il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenuto conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni dei figli. Il combinato disposto dei suddetti articoli oltre all’obbligo di carattere non patrimoniale di educare e istruire la prole, impone ai genitori un’obbligazione più ampia, dal contenuto economico, nella quale il legislatore e il Costituente hanno inteso comprendere ogni singolo aspetto che potesse ricondursi all’allevamento dei figli. Infatti la giurisprudenza ha avuto modo di affermare come il mantenimento di un figlio non si esaurisce nel procurargli il cibo giornaliero e gli indumenti necessari ma comporta una stabile organizzazione per far fronte alle molteplici e multiformi esigenze del figlio sotto i vari profili della sua crescita fisica, psichica e sociale 1 . L’obbligo dei genitori, identico nei confronti di tutti i figli qualunque sia il loro status, deriva dal principio di “responsabilità per la procreazione” che implica il prodursi di obblighi materiali e morali per il solo fatto di aver dato alla luce un figlio e che non consente eccezioni, nel rispetto dei valori della solidarietà e dell’etica sentiti dalla coscienza sociale prima che dal 1 V. App. Roma, 28 novembre 1994, in Dir. Fam. e pers., 1996, 980

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Veronica Murania Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.