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I Rimedi di Edward Bach ed altri, tra storia, leggende e tradizioni

“Il medico di domani capirà di non avere, di per sé, il potere di guarire: ma, se dedicherà la sua vita: al servizio del fratello-uomo; a studiare la natura umana, così da poter, in parte, comprenderne il significato; a desiderare con tutto il cuore di alleviare la sofferenza;a rinunciare a tutto per aiutare i malati; allora, tramite lui, può essere trasmessa la conoscenza per guidarli ed il potere di guarigione per alleviare il loro dolore."
E.Bach.

Ho incominciato a conoscere davvero Edward Bach in questi ultimi anni. Prima supponevo fosse semplicemente un medico che avesse studiato un sistema di cura “placebo” per disturbi psicosomatici, basato su essenze vegetali, tra cui diversi fiori: in seguito, ho letto molto di quanto scritto da lui stesso e dalla sua instancabile collaboratrice e biografa Nora Weeks. Ho letto anche opere di altri autori, che hanno ampliato le tesi di Bach, scoprendo altre modalita’ di impiego dei suoi rimedi. Ma sempre piu’ spesso tornavo ad occuparmi di Bach, sentivo in quanto scriveva la passione vera, la percezione, l’istinto creativo, l’intuito. E, nello stesso tempo, avvertivo le difficolta’, ansie, preoccupazioni, dilemmi in cui si e’ imbattuto nel corso degli anni. Mi sono domandata: Bach nacque nel 1886 ma scoprì i primi fiori nel 1928: a quel punto, un parte della sua vita, una parte importante, era gia’ stata vissuta e si era snodata come tante, tra studi, scelte, lutti e scoperte. Ma come sarebbe stata la sua esistenza se avesse potuto, all’occorrenza, usare i suoi fiori?
Mi sono anche domandata: com’era Bach da bimbo?
E da adolescente?
Che peso ebbe la sua famiglia nella sua crescita, fisica e spirituale, che lo condusse alla scoperta dei rimedi?
Che peso ebbero, nelle sue scelte, amici, colleghi, amori, guerre?
Così vorrei illustrare la floriterapia di Bach nel suo com-plesso, nelle sue verità e motivazioni e, poi, rivivere la vita di questo grande medico che preferiva definirsi “erborista”; mi piacerebbe, riscrivere la sua storia, costruendola come lui stesso la ricordò da grande, quando ormai era troppo tardi per lenire le sue vecchie feri-te con rimedi allora di là da venire, che avrebbe scoperto più avanti, quando tutto era ormai concluso.
Vorrei che fosse la vita di Edward Bach a dare un senso a questo viaggio alla scoperta della floriterapia e vorrei concludere l’escursus narrando una mia piccola ma significativa esperienza.

IL SENSO DELLA FLORITERAPIA
Nell'ambito della medicina naturale e psicosomatica la Floriterapia di Bach rappresenta uno dei sistemi di cura attualmente più conosciuti e diffusi. Questo metodo te-rapeutico naturale, scoperto ed elaborato negli anni trenta da Edward Bach, si basa sul principio che la maggior parte delle malattie fisiche sia causata da squilibri psicologici emozionali, come paura, ansia, insicurezza, depressione, ipersensibilità. Tali stati disarmo-nici possono venire curati per mezzo di speciali essenze di fiori selvatici, piante intere, una gemma e l’acqua, i cosiddetti trentotto rimedi di Bach, ognuno dei quali corrisponde a uno specifico squilibrio della personalità, su cui è in grado di agire positivamente, riarmonizzandone i sintomi. Le essenze si assumono oralmente sotto forma di gocce e inducono, nello stato d'animo della persona, un cambiamento graduale ma profondo, che spesso si riflette positivamente anche su molti disturbi fisici. Si tratta di una cura dolce, priva di qualunque effetto collaterale o tossicità, di facile applicazione, a-datta a persone di ogni età, anche ai bambini più piccoli. Edward Bach, sensibile e geniale, convinto che la medicina dovesse tenere conto non soltanto dei sintomi fisici, ma specialmente del patrimonio emozionale e affettivo del malato, si allontanò progressivamente dalla medicina farmacologica, abbandonando un'atti-vità che gli aveva garantito ricchezza, successo e una carriera prestigiosa. Si dedicò alla ricerca di rimedi semplici e naturali, in grado di agire sullo stato disarmonico del paziente e di riattivarne l'innata forza di au-toguarigione. Solo dopo anni di studi e sperimentazioni, egli arrivò a individuare le essenze, le “nature liete”, come lui le chiamava, (happy fellows), capaci di cura-re i principali stati psicologici negativi che affliggono l'animo umano e favoriscono l'insorgere delle malattie. Dopo la sua morte, la floriterapia si è sviluppata dap-prima in Inghilterra, dove i suoi collaboratori continuarono la sua opera con la creazione del Bach Centre e della Fondazione Bach; in seguito il metodo si è progressivamente diffuso negli altri paesi. Oggi i rimedi di Bach sono usati nel campo della medicina preventiva e psicosomatica, in pediatria, nel counselling psicologico, in associazione a diversi tipi di psicoterapia.

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5 INTRODUZIONE. Ho incominciato a conoscere davvero Edward Bach in questi ultimi anni. Prima supponevo fosse semplicemen- te un medico che avesse studiato un sistema di cura “placebo” per disturbi psicosomatici, basato su essenze vegetali, tra cui diversi fiori: in seguito, ho letto molto di quanto scritto da lui stesso e dalla sua instancabile col- laboratrice e biografa Nora Weeks. Ho letto anche ope- re di altri autori, che hanno ampliato le tesi di Bach, scoprendo altre modalita’ di impiego dei suoi rimedi. Ma sempre piu’ spesso tornavo ad occuparmi di Bach, sentivo in quanto scriveva la passione vera, la perce- zione, l’istinto creativo, l’intuito. E, nello stesso tempo, avvertivo le difficolta’, ansie, preoccupazioni, dilemmi in cui si e’ imbattuto nel corso degli anni. Mi sono do- mandata: Bach nacque nel 1886 ma scopri’ i primi fiori nel 1928: a quel punto, un parte della sua vita, una par- te importante, era gia’ stata vissuta e si era snodata come tante, tra studi, scelte, lutti e scoperte. Ma come sarebbe stata la sua esistenza se avesse potuto, all’occorrenza, usare i suoi fiori? Mi sono anche domandata: com’era Bach da bimbo? E da adolescente? Che peso ebbe la sua famiglia nella sua crescita, fisica e spirituale, che lo condusse alla scoperta dei rimedi? Che peso ebbero, nelle sue scelte, amici, colleghi, a- mori, guerre?

Tesi di Master

Autore: Daniela Sauro Brusa Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2964 click dal 12/06/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.