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Disponibilità della salute: il rifiuto del paziente di sottoporsi a cure mediche

In questo lavoro ci occupiamo del problema bioetico della corporeità in relazione a due casi di rifiuto da parte del paziente di sottoporsi a cure mediche. La domanda che inizialmente ci porremo è quella di stabilire se esiste un diritto morale di disporre del corpo a tal punto da poter mettere in pericolo la stessa vita. Esiste cioè una proprietà del corpo? Di chi è il corpo? Che significa avere il possesso del corpo?

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3 INTRODUZIONE In questo lavoro ci occupiamo del problema bioetico della corporeità in relazione a due casi di rifiuto da parte del paziente di sottoporsi a cure mediche. La domanda che inizialmente ci porremo è quella di stabilire se esiste un diritto morale di disporre del corpo a tal punto da poter mettere in pericolo la stessa vita. Esiste cioè una proprietà del corpo? Di chi è il corpo? Che significa avere il possesso del corpo? Tutte le discussioni di bioetica applicata all'uomo, dall'aborto alla clonazione, sono pensate all'interno di uno quadro per cui la vita, ed essa sola, risulta il criterio di valutazione morale. Ma così la bioetica presenta un limite: quello di valutare i problemi morali inerenti all'uomo all'interno di un discorso semplicistico di disponibilità o non disponibilità della vita umana. In questo discorso ciò che assume rilevanza è la vita dell'uomo, mentre il corpo è messo in secondo piano in ogni valutazione di tipo morale. Disponibilità della vita-non disponibilità della vita, vita biologica-vita anagrafica, la vita come valore in sé- la vita come vita e basta. Nel primo capitolo abbiamo così voluto restituire al corpo una rilevanza morale, abbiamo voluto cioè fare del corpo, o meglio della disponibilità del corpo, un criterio di valutazione morale. Nel secondo capitolo abbiamo voluto superare quel limite a cui si è fatto riferimento sostituendo ai due paradigmi bioetici vigenti, l'etica della non disponibilità della vita e l'etica della disponibilità della vita, il concetto di vita con il concetto di salute. Si è così arrivati a definire una nuova posizione bioetica che può essere chiamata “etica della disponibilità della salute”. In questa nuova prospettiva è la salute, non la vita, che assume un ruolo chiave all'interno della valutazione morale. Si è quindi proposto un cambiamento concettuale corpo-salute. Se nel primo capitolo abbiamo voluto giustificare filosoficamente la possibilità di considerare il nostro corpo come qualcosa di disponibile, nel secondo capitolo la formulazione del concetto di disponibilità della salute non deve essere considerata slegata rispetto a quanto precedentemente detto. La nostra tesi è che, se può risultare logico e persuasivo parlare della vita come qualcosa di disponile, ciò risulta ancora più logico e persuasivo riguardo alla salute. Nel terzo capitolo si è voluto infine collegare il principio della disponibilità della salute in rapporto al problema della prassi medica e al tema della competenza del paziente.

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Daniele Foti Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2364 click dal 13/06/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.