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Piano di monitoraggio del Lago di Viverone nell’ambito degli adempimenti della Direttiva 2000/60/CE

Questa tesi si presenta quindi come esempio applicativo di piano di gestione per la valutazione ecologica del Lago di Viverone (Piemonte-Italia) mediante l’impiego di macroinvertebrati bentonici, espressa con metodologie confrontabili con quanto previsto dagli altri Stati Membri europei.
Il presente lavoro di tesi è parte di un progetto di ricerca sul Lago Viverone che l’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (CNR-ISE) svolge per conto della Regione Piemonte per l'applicazione della Direttiva 2000/60/CE.
Il Lago di Viverone è collocato nell’anfiteatro morenico d’Ivrea ed è caratterizzato dalla presenza di specie e habitat di notevole pregio naturalistico. Le sue acque (già dagli inizi degli anni ’80) sono in condizioni di elevata trofia e stanno da tempo stanno subendo un progressivo deterioramento, determinato dall’accumulo dei nutrienti (N, P). Viene così favorito il processo di interramento della zona umida causando una forte regressione degli habitat di torbiera.
Mi sono personalmente occupata:
- dell'inquadramento dell’area di studio, -
- del campionamento ed analisi: macroinvertebrati bentonici [determinazione tassonomica, stima della loro densità (ind m-2)e biomassa (g m-2) e applicazione dell’indice di Wiederholm (basato sulle abbondanze relative di Oligochaeta e Diptera Chironomidae) per la valutazione dello stato trofico del bacino lacustre] e sedimento (granulometria, stima contenuto in acqua, sostanza organica e carbonati),
- del campionamento per le analisi chimico-fisiche,
Ho svolto il mio internato di tesi per un anno presso il CNR-ISE di Verbania-Pallanza.

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Capitolo 1 Introduzione CAPITOLO 1: INTRODUZIONE 1.1 Monitoraggio dello stato di qualità ambientale delle acque superficiali Alla fine degli anni ’90 è emersa nell’ambito della Comunità Europea la necessità di rivedere il quadro legislativo in materia di gestione delle acque per una politica ambientale più efficace, in modo da superare i problemi organizzativi ed operativi che gli Stati Membri avevano incontrato nell’attuazione di direttive già recepite negli ordinamenti nazionali. Pur avendo ottenuto alcuni significativi risultati nel controllo e nella riduzione degli inquinanti rilasciati in corpi idrici non è infatti stato arrestato il degrado degli ambienti acquatici. Di qui le ragioni dell’emanazione della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE (Water Framework Directive – WFD) che definisce i principi generali e gli obiettivi per l’azione comunitaria in materia di acque. La direttiva sviluppa strumenti conoscitivi e di pianificazione per il raggiungimento di obiettivi di qualità degli ambienti acquatici e di uso sostenibile delle risorse idriche; identifica diverse tipologie di ecosistemi acquatici e la scala di bacino come riferimenti spaziali coerenti; fissa scadenze temporali perentorie con una serie di passaggi intermedi di condivisione degli strumenti applicativi e di verifica della loro fattibilità, nonché del raggiungimento degli obiettivi di qualità prefissati. 1.2 Le norme quadro di riferimento e gli obiettivi ambientali In Italia, il Decreto Legislativo 152/99, integrato e modificato con il Decreto Legislativo 258/2000, ha di fatto preceduto l’emanazione della WFD anticipandone in gran parte l’impostazione e gli obiettivi. Il quadro concettuale su cui si basa la normativa, considera l’acqua come un patrimonio da tutelare e da conservare per le generazioni future in condizioni migliori rispetto alle attuali. Ciò determina una variazione significativa degli obiettivi, che nella norma precedente miravano a impedire l’ulteriore deterioramento delle risorse, di garantirne l’uso sostenibile per il consumo, di sviluppare misure di protezione delle stesse e di contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e della 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Federica Siccardi Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 769 click dal 13/06/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.