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Adolescenza: disagio e/o risorsa?

Sul come affrontare e sostenere le nuove generazioni nella loro crescita se né parla in tutti gli ambiti: nella famiglia, nella scuola, tra gli addetti ai lavori, tra gli studiosi, sui giornali, e se ne parla sempre più con un una certa impotenza, come se oggi la nostra società non fosse più capace di sostenere ed educare coloro che in futuro la porteranno avanti. Da dove dobbiamo iniziare? Come educatrice mi sento in dovere di interrogarmi, di mettermi in discussione, di analizzare, di continuare a formarmi per rispondere al meglio alle esigenze ed ai problemi dei ragazzi con i quali ogni giorno mi trovo a percorrere un tratto della loro vita, ma mi trovo anche a disagio quando ascolto gli adulti, che descrivono sempre gli adolescenti come individui privi di valori, indifferenti verso tutto ciò che gli circonda insomma “disagiati”. Non riesco a spiegarmi come quella sensazione piacevole, che ho quotidianamente nell’ascoltare gli adolescenti che incontro, si possa conciliare con questa visione così pessimistica della nuova generazione.
È nel titolo della tesi che si esprime questa discrepanza nella visione dell’adolescenza; per me gli adolescenti sono una risorsa per il mondo adulto che vive sempre più nell’incertezza e nell'indifferenza nei confronti dell’altro. Gli adolescenti possono insegnare agli adulti l’importanza del perder tempo insieme agli altri, del chiedersi “chi sono?” e “dove sto andando?”. E’ nel tempo speso a confrontarsi con gli altri che si formano la personalità e l’identità dell’adolescente, ed è nella relazione che si cresce, si vive, si dà un senso alla nostra vita. Oggi, gli adulti hanno perso un po’ di vista l’importanza dell’altro, del relazionarsi e del confrontarsi ed è proprio da questa incapacità di comunicare che nascono i problemi dei ragazzi. L’adolescenza è un periodo di crescita, di trasformazione della propria identità e ed in questo passaggio la figura dell’adulto che ascolta, che sostiene, che accompagna verso l’autonomia e che fa emergere le potenzialità, è fondamentale. Cercherò, quindi, di dimostrare che gli adolescenti d’oggi sono degli individui in grado di crescere, di sognare, d’amare come quelli del passato, e che queste maggiori difficoltà nella crescita rispetto al passato sono dovute ad una maggiore difficoltà, del mondo adulto e della società in genere, ad educare.
Non è semplice analizzare l’adolescenza da un punto di vista generale nel rapporto con la società. C’e una difficoltà che è dovuta proprio al fatto che l’adolescenza nella sua normalità spesso sembra come un’età dimenticata, ce né ricordiamo soltanto quando gli adolescenti creano problemi e questo stereotipo del senso comune si riflette anche nelle scienze sociali.
Nello sviluppare questo argomento mi stava a cuore presentare una visione più teorica, quindi analizzare gli studi psico-sociali svolti nel corso del ventesimo secolo per comprendere il rapporto che esiste tra adolescenza e disagio, una visione giuridica per capire quanta importanza ha l’adolescenza nella società civile ma anche constatare quanto in realtà la società lavori per migliorare la vita degli adolescenti per farli vivere in situazioni di benessere e non di disagio, quindi vedere in concreto, quanti e quali servizi sono rivolti agli adolescenti a livello nazionale.

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4 INTRODUZIONE Sul come affrontare e sostenere le nuove generazioni nella loro crescita se né parla in tutti gli ambiti: nella famiglia, nella scuola, tra gli addetti ai lavori, tra gli studiosi, sui giornali, e se ne parla sempre più con un una certa impotenza, come se oggi la nostra società non fosse più capace di sostenere ed educare coloro che in futuro la porteranno avanti. Da dove dobbiamo iniziare? Come educatrice mi sento in dovere di interrogarmi, di mettermi in discussione, di analizzare, di continuare a formarmi per rispondere al meglio alle esigenze ed ai problemi dei ragazzi con i quali ogni giorno mi trovo a percorrere un tratto della loro vita, ma mi trovo anche a disagio quando ascolto gli adulti, che descrivono sempre gli adolescenti come individui privi di valori, indifferenti verso tutto ciò che gli circonda insomma “disagiati”. Non riesco a spiegarmi come quella sensazione piacevole, che ho quotidianamente nell’ascoltare gli adolescenti che incontro, si possa conciliare con questa visione così pessimistica della nuova generazione. È nel titolo della tesi che si esprime questa discrepanza nella visione dell’adolescenza; per me gli adolescenti sono una risorsa per il mondo adulto che vive sempre più nell’incertezza e nell'indifferenza nei confronti dell’altro. Gli adolescenti possono insegnare agli adulti l’importanza del perder tempo insieme agli altri, del chiedersi “chi sono?” e “dove sto andando?”. E’ nel tempo speso a confrontarsi con gli altri che si formano la personalità e l’identità dell’adolescente, ed è nella relazione che si cresce, si vive,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Meri Mazzei Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13811 click dal 18/06/2007.

 

Consultata integralmente 33 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.