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I nuovi requisiti patrimoniali delle banche e le implicazioni sulla concessione di credito alle micro, piccole e medie imprese (PMI)

Nel giugno del 2004 il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, ha approvato la bozza definitiva del documento intitolato “Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali”, brevemente detto Basilea II, che rappresenta il miglioramento del primo Accordo di Basilea del 1988, il quale aveva l’obiettivo di sviluppare uno schema di regolamentazione in materia di adeguatezza patrimoniale che rafforzi la solidità e la stabilità del sistema bancario internazionale.

L’obiettivo del mio lavoro è di fornire una panoramica normativa del nuovo Accordo, analizzandone i vari aspetti, per capire meglio che impatto ha e avrà la nuova normativa nel sistema bancario ed industriale italiano, caratterizzato dall’elevata presenza di micro, piccole e medie imprese (PMI), le quali storicamente si caratterizzano per la preferenza all’indebitamento bancario tra le fonti di finanziamento; analizzare, inoltre, come l’introduzione del nuovo Accordo, non costituisca necessariamente una minaccia per le imprese (come sostenuto da una parte della stampa economica, che teme, in particolare, la possibilità che il nuovo Accordo possa penalizzare il finanziamento delle micro e PMI, inducendo le banche a ridurre il credito ad esse destinato e ad aumentare allo stesso tempo i tassi d’interesse), ma che, al contrario, può essere un’opportunità da cogliere per instaurare e migliorare il rapporto con le banche.

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3PREFAZIONE Nel giugno del 2004 il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, ha approvato la bozza definitiva del documento intitolato “Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali”, brevemente detto Basilea II, che rappresenta il miglioramento del primo Accordo di Basilea del 1988, il quale aveva l’obiettivo di sviluppare uno schema di regolamentazione in materia di adeguatezza patrimoniale che rafforzi la solidità e la stabilità del sistema bancario internazionale. L’obiettivo del mio lavoro è di fornire una panoramica normativa del nuovo Accordo, analizzandone i vari aspetti, per capire meglio che impatto ha e avrà la nuova normativa nel sistema bancario ed industriale italiano, caratterizzato dall’elevata presenza di micro, piccole e medie imprese (PMI), le quali storicamente si caratterizzano per la preferenza all’indebitamento bancario tra le fonti di finanziamento; analizzare, inoltre, come l’introduzione del nuovo Accordo, non costituisca necessariamente una minaccia per le imprese (come sostenuto da una parte della stampa economica, che teme, in particolare, la possibilità che il nuovo Accordo possa penalizzare il finanziamento delle micro e PMI, inducendo le banche a ridurre il credito ad esse destinato e ad aumentare allo stesso tempo i tassi d’interesse), ma che, al contrario, può essere un’opportunità da cogliere per instaurare e migliorare il rapporto con le banche. Le ragioni sottostanti alla scelta dell’obiettivo è capire come, in base all’introduzione del nuovo Accordo di Basilea, cambierà la valutazione del merito creditizio dei clienti bancari ed i rapporti tra banche ed imprese; inoltre, come con il nuovo Accordo gli istituti di credito classificheranno i soggetti affidatari attribuendo ad ognuno di essi un giudizio di “rating” e conseguente tasso di interesse da applicare ad ogni singolo cliente; ad ogni giudizio di rating corrisponderà un assorbimento diverso di capitale destinato ad accantonamento prudenziale e di vigilanza, e di conseguenza, per rating migliori vi sarà per l’istituto di credito un minor assorbimento di capitale che permetterà di

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Saraniti Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2754 click dal 20/06/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.