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Il Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa: le problematiche relative all'entrata in vigore.

Il 29 ottobre 2004, i capi di Stato e di governo dei 25 Stati membri hanno firmato il Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa, che era stato adottato all'unanimità il 18 giugno 2004. Il trattato potrà entrare in vigore soltanto quando sarà stato ratificato da ciascuno dei paesi firmatari secondo le proprie procedure costituzionali. Attualmente la Costituzione per l’Europa è già stata ratificata da 15 Stati membri (anche la Finlandia sta per ratificare). La vittoria dei no nei referendum di Francia e Olanda svoltisi nella primavera 2005, ha aperto una crisi profonda all’interno dell’Unione europea. Infatti, potendo entrare in vigore solo se tutti gli Stati membri lo ratificheranno, soltanto un improbabile secondo referendum in questi due Paesi sembra poter salvare il testo nella sua forma attuale. In passato, casi analoghi, quali il no danese a Maastricht e il no irlandese a Nizza, si sono risolti con un secondo voto sul testo. Tuttavia, sia nel referendum francese che in quello olandese l’affluenza è stata elevata e la vittoria dei no molto netta, il che rende improbabile un esito diverso in una seconda consultazione. A fronte di questi risultati, il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 ha ritenuto opportuno stabilire una pausa di riflessione. Durante questo periodo, le leadership dei Paesi dovranno assumersi in prima persona la responsabilità politica di ricercare una via d’uscita attraverso l’avvio di un grande dibattito nazionale che coinvolga tutte le forze politiche e sociali del Paese e attraverso l’apertura di un confronto con le istituzioni europee. Gli stessi rappresentanti degli organi di vertice dell’Unione dovranno continuare a ribadire la vitale importanza del trattato per il futuro dell’Unione allargata e promuovere la massima apertura al dialogo con gli Stati che si sono pronunciati contro il trattato.


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INTRODUZIONE L’Unione europea è oggi uno dei principali temi su cui si discute, o almeno dovrebbe essere così, considerata la sua importanza, non solo per le tappe e le scadenze che stanno portando alla sua piena realizzazione ma anche a causa delle modalità che tale processo assumerà sia in ambito politico- economico che in quello culturale sociale. La situazione attuale, che vede l’Unione europea in una fase di transizione, non è certo nuova. L’Ue, che all’inizio era stata concepita come un’unione doganale (CEE), con finalità prettamente economiche, quale mezzo per superare le divisioni che avevano dilaniato il continente nelle due guerre mondiali, ha subito successive trasformazioni, che ne hanno alterato gli originari scopi e l’hanno portata ad assumere connotazioni di tipo politico. Oggi molti Stati hanno la sensazione di aver perso il controllo dell’Unione e reclamano la propria sovranità perduta. Le difficoltà incontrate nel processo di ratifica del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, sono lo specchio di quanto detto. Scopo del seguente lavoro è cercare di analizzare il futuro dell’Unione europea in un periodo di grande incertezza ed indecisione causate dagli eventi che si stanno svolgendo sulla strada dell’Europa. Il primo capitolo si occupa della disciplina dei trattati, essendo il metodo più utilizzato per la creazione di norme internazionali. In particolare, ho cercato di esaminare le procedure di stipulazione ed entrata in vigore, i trattati istitutivi di organizzazioni internazionali, nonché la procedura di revisione degli stessi. Il secondo capitolo si apre con un doveroso riferimento al dibattito in corso tra gli studiosi sull’opportunità che il testo prodotto dai lavori della Convenzione europea possa essere considerato un trattato o una 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Chiara Tenerani Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.