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La percezione del tempo

Nonostante che il concetto di tempo sia stato variamente interpretato da filosofi e scienziati di varie epoche, lo scorrere del tempo è un’esperienza che tutti facciamo quotidianamente. In ogni attimo della nostra vita ci troviamo infatti, consapevolmente o inconsapevolmente, a percepire il passaggio del tempo, come ad esempio quando attendiamo la luce verde ad un semaforo, quando ascoltiamo una conversazione, camminiamo o giochiamo a tennis. Praticamente tutto ciò che facciamo quotidianamente infatti presuppone l'analisi dei rapporti temporali che sono alla base sia di ogni azione. Colpire la pallina nel tennis risulterebbe impossibile se non sapessimo quando colpirla, e camminare per strada risulterebbe assolutamente disagevole se non fossimo in grado di modulare i nostri movimenti in modo da evitare un ostacolo che ci si frappone in un dato momento.

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4 LA PERCEZIONE DEL TEMPO 1 INTRODUZIONE 1.1 Il tempo nella visione filosofica e scientifica Attorno al concetto di tempo sono fiorite, sin dall'antichità, innumerevoli concezioni filosofiche e scientifiche, a testimonianza di come esso permei ogni dimensione dell'esistenza. Il filosofo greco Eraclito, attorno al VI secolo a.c. coniò il famoso detto Panta Rei (tutto scorre): colpito dall'immagine di un uomo che si bagna in un fiume, egli focalizzò l'attenzione sullo scorrere dell'acqua e sul fatto che quella che bagna l'uomo che vi si immerge non è mai la stessa da un istante all'altro, ma si rinnova continuamente. Non esiste quindi un attimo che sia uguale all'altro, e per tale ragione egli credette di rintracciare nel divenire la legge ultima che regola l'universo. Sempre in Grecia all'interno dello Stoicismo, (l VI secolo a.c) nacque una visione del tempo ciclica, chiamata “Apocastasi”h, secondo la quale ogni avvenimento ha luogo secondo un ordine preciso, il quale è destinato a ripetersi eternamente nella sua regolarità dal momento che ogni ciclo temporale è destinato ad una distruzione (ekpirosi), e ad una rifondazione periodica (palingenesi), sempre nella stessa successione. Più tardi, dopo l'avvento del Cristianesimo, S.Agostino collegò il concetto di tempo con quello di anima, sottolineando come il tempo sia fuggevole e privo di una sua realtà autonoma, e come la possibilità di misurarlo, distinguendo un tempo breve da uno lungo, sia una funzione dell'anima. Essa infatti è in grado di misurare attraverso la memoria il passato che di per sè non sarebbe misurabile perchè è ormai trascorso.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Tommaso Perissi Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 17203 click dal 27/06/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.