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Contrattazione salariale e disoccupazione

Scopo di questo lavoro è verificare l'esistenza della responsabilità del sindacato nell'aumento e nella persistenza della disoccupazione in Italia relativamente al periodo che va dai primi anni 80 agli anni 90, attraverso analisi empiriche. Da una parte si valuta la relazione esistente tra salari reali contrattuali e tassi di disoccupazione; dall'altra la relazione esistente tra gli stessi tassi di disoccupazione e i tassi di sindacalizzazione. Tutto questo alla luce della teoria microeconomica del sindacato, di molte teorie che vedono il mercato del lavoro diviso tra insiders e outsiders e di alcune teorie molto importanti (come gli studi di Tarantelli) che valutano la relazione esistente tra gradi di centralità della contrattazione salariale e performances macroeconomiche.

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1 INTRODUZIONE Uno dei problemi che grava maggiormente sulla società odierna è la disoccupazione, riconosciuta come vera e propria “piaga” dei nostri tempi. La disoccupazione è un problema che interessa, soprattutto, l’Europa e, all’interno di essa, l’Italia spicca per l’intensità del fenomeno. Non solo il tasso di disoccupazione registra livelli elevati, ma una forte persistenza, cioè una variazione molto limitata da un anno al successivo. La teoria neoclassica ha tradizionalmente attribuito la responsabilità della presenza di disoccupazione nel mercato del lavoro al sindacato. Il ragionamento seguito dai neoclassici è molto semplice: se il mercato del lavoro non è concorrenziale, alla curva di offerta di lavoro si sostituiscono le curve di indifferenza del sindacato, causando un aumento del salario di equilibrio, una diminuzione di occupazione e una flessione del prodotto. Molti studi si sono aggiunti, soprattutto nel corso degli anni ottanta, alla teoria neoclassica, nel precisare, e nell’aggiornare, la teoria economica del sindacato. Nonostante alcune ipotesi di partenza siano diverse da quelle della teoria neoclassica, la maggior parte di tali studi attribuisce al sindacato la colpa di avere eccessivamente aumentato o irrigidito i salari al di sopra dell’equilibrio di piena occupazione. Lo scopo del nostro lavoro è di verificare l’esistenza della responsabilità del sindacato nell’aumento e nella persistenza della disoccupazione in Italia relativamente al periodo che va dai primi anni ’80 agli anni ’90, attraverso analisi empiriche. Da una parte intendiamo verificare che tipo di relazione esiste tra salari contrattuali reali e tassi di disoccupazione: se fosse vero che i sindacati contrattano salari troppo elevati rispetto all’equilibrio di piena occupazione, tale relazione dovrebbe essere diretta. D’altra parte si vuole valutare la relazione esistente tra tassi di sindacalizzazione e tassi di disoccupazione: se i sindacati fossero responsabili dell’incremento della disoccupazione la relazione tra le due variabili dovrebbe essere diretta, cioè ad un aumento del tasso di sindacalizzazione dovrebbe corrispondere un relativo incremento del tasso di disoccupazione.

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Sicuri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Renata Livraghi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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Parole chiave

contrattazione salariale
disoccupazione
economia del lavoro
salario reale
sindacati
tasso di sindacalizzazione

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