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Scenari di sviluppo della televisione digitale terrestre: un'analisi economica

Come si prospetta il futuro della televisione digitale terrestre in Italia? E quali scenari si vanno delineando? La piattaforma digitale terrestre può affermarsi sulle altre (cavo e satellite) nel giro di cinque-dieci anni se la diffusione dei decoder per la ricezione del segnale televisivo in tecnica numerica continuerà progressivamente ad aumentare nelle abitazioni italiane e se verrà fissata una data certa, definitiva e improrogabile di spegnimento del segnale analogico.
Tenuto conto delle preferenze degli italiani in termini di piattaforme televisive (nettamente a favore di quella terrestre) e dell'assetto radiotelevisivo nazionale (occupazione e scarsità delle frequenze tv), ai blocchi di partenza terrestre e satellite sembrano appaiati: oltre 5 milioni di apparecchi per il primo contro gli oltre 4 milioni di abbonamenti per il secondo (dati Sky Italia).
La dinamica dell'innovazione tecnologica in questo settore, cioè il passaggio dall'analogico al digitale, difficilmente lascerà l'ultima parola al mercato. La politica pubblica è già pronta a intervenire come ha fatto con i finanziamenti all'acquisto degli apparecchi di ricezione tecnologicamente non neutrali e in fondo ha già deciso quale tecnica favorire e appoggiare.

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5 Introduzione Il presente lavoro intende studiare, limitatamente al caso italiano, le prospettive di sviluppo della televisione digitale terreste dal punto di vista dell’analisi economica. Vengono presi in esame, in particolare, i dati sulla diffusione dei dispositivi digitali di trasmissione/ricezione (p.e. decoder o set top box) e i meccanismi di fissazione di date certe o prorogabili di spegnimento (switch off) del segnale analogico in grado di incentivare le famiglie televisive a scegliere la nuova tecnologia e a spostarsi verso di essa. Lo scopo della trattazione che segue è misurare la velocità del processo di transizione al digitale (switch over), a partire dalla fase di sperimentazione e introduzione sul mercato, tenuto conto dell’evoluzione storica dell’assetto radiotelevisivo analogico e degli interventi nel tempo del legislatore di riordino e di riforma che solo in parte hanno trovato completa attuazione. Gli scenari futuri che si prospettano, quindi, per la nuova piattaforma terrestre, in un orizzonte temporale di cinque o dieci anni, dipendono dalla capacità del sistema numerico di sostituirsi progressivamente a quello analogico (diffondendosi nella maggior parte delle abitazioni televisive) e dalla percezione del segnale digitale come naturale sbocco ed innovazione rispetto a quest’ultimo. Il digitale terrestre sembra essere pertanto in vantaggio rispetto a cavo e satellite, caratterizzati da un’offerta già multicanale ma a pagamento, a fronte di una programmazione generalista e gratuita. La situazione italiana, inoltre, è dimostrazione di una politica di intervento non neutrale dal punto di vista tecnologico e della volontà di sanare le problematiche legate all’occupazione delle frequenze, ai sistemi anticoncentrativi nel possesso delle reti e nella raccolta pubblicitaria, oltre che agli ascolti, attraverso la nuova tecnologia. Questo studio è diviso in tre parti: la prima introduce la televisione digitale terrestre nel confronto con le altre piattaforme; la seconda analizza dal punto di vista economico alcuni aspetti del passaggio analogico-digitale; la terza conclude disegnando diversi scenari di sviluppo. Di seguito, un breve riassunto dei singoli capitoli.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fpp Fcc Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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