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Le finalità mutualitstiche nel mondo cooperativo: semplice strategia o fattore critico per il successo?

Si passa dall'evoluzione del sistema cooperativo in Italia come societa' nata per apportare un valore aggiunto ai soci partecipanti per poi diventare una formula organizzativa e competitiva di successo.
Il passaggio dallo status quo dell'organizzazione cooperativa al suo ripensamento in chiave competitiva fa si che diventi un vero e proprio fattore critico di successo.
La strategia rimane a monte d'idea imprenditoriale che si concretizza negli strumenti che una cooperativa puo' utilizzare affinchè apporti valore aggiunto allo scenario economico.

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3 INTRODUZIONE E’ il 1800, quando alcuni operai inglesi per fronteggiare l’inflazione decidono di unirsi nelle prime cooperative per gestire gli spacci alimentari. Già dalle primordiali organizzazioni cooperative emerge il tratto peculiare di queste strutture: lo “scopo mutualistico”, l’obiettivo è di creare un vantaggio di risparmio e maggior guadagno ai soci aderenti. “L’essenza ultima dello scopo mutualistico si traduce nel fenomeno dei soci che divengono imprenditori di se stessi, creando un organismo economico che è in grado di fornire loro occasione di acquisto di lavoro a condizioni migliori rispetto a quelle presenti sul mercato”, Galgano1 con queste parole riassume un tratto caratterizzante della Cooperativa, nello stesso tempo si percepisce la diversità che la contraddistingue dalle altre società: essa si prefigge di “produrre beni e servizi o occasioni di lavoro direttamente ai membri dell’organismo a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero dal mercato” 2. Nell’esercizio dell’attività economica, la Cooperativa mantiene lo scopo mezzo delle altre società, però non si traduce nella più alta remunerazione del capitale investito, bensì nel maggior guadagno o nel risparmio di spesa. La legislazione stessa stabilisce dei parametri ben precisi per la tutela dell’interesse mutualistico nella sua interezza: è sancito il divieto distribuire ai soci utili superiori alla propria quota; l’obbligo di accantonamento a riserva non distribuibile degli utili realizzati e il loro investimento nella società o la devoluzione ad altre finalità mutualistiche; l’art 14 della legge 17 febbraio del 1971,n. 127 stabilisce che “ le società cooperative non possono essere trasformate in società ordinarie, anche se, la trasformazione sia deliberata all’unanimità”, tale limite è stato parzialmente modificato dalla recente riforma; è garantito un vantaggio economico, il cosiddetto ristorno, ovvero la “monetizzazione del vantaggio mutualistico”. 1 Galgano F.,” Il nuovo assetto dell cooperazione”, in Riforma del diritto societario:il nuovo assetto della cooperazione regionale, Atti del Convegno, Trento, 26 novembre 2001. 2 Buscaroli F.,Chiusoli R., Figone A., Setti M., Cooperative. Guida operativa, Milano Ipsoa, 2002, pp. 13 e ss.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marzia Maiorano Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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