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Gestione multifunzionale delle aree protette. Un caso pratico: la Valcamonica.

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Salemme
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Ugo Maggioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

Obiettivo della tesi è analizzare gli strumenti a disposizione del decisore per la valutazione dei beni ambientali, considerando l’aspetto multifunzionale di tali beni.
Il primo problema da affrontare è la mancanza di un valore di mercato dei beni ambientali ai quali nelle normali valutazioni economiche viene attribuito un valore equivalente a zero.
Peraltro essi contribuiscono al benessere sociale; è quindi necessaria l’attribuzione di un valore per poter valutare una loro eventuale perdita, e nel caso in questione, per una gestione pubblica coerente con gli obiettivi di bontà sociale. Si è partiti dalle preferenze individuali per stimare una disponibilità pagare (DAP) o ad accettare una compensazione (DAC) per ogni variazione nella qualità ambientale e per poter assegnare misure di tipo monetario alle perdite e ai guadagni ambientali.
Per risalire alle preferenze degli individui sono state utilizzate nuove metodologie di valutazione (CVM, TCM, HPM), che hanno permesso di valutare la disponibilità a pagare per un bene ambientale e si distinguono in:
1. dirette
2. indirette
1. La metodologia di tipo diretto è quella della valutazione contingente, consiste nel sottoporre al consumatore un questionario. Oggetto dell’indagine sono le valutazioni soggettive degli individui i quali nel rispondere fanno riferimento ad un mercato ipotetico.
2. I metodi indiretti analizzati sono quello del costo del viaggio e del prezzo edonistico. Il primo cerca una relazione fra comportamenti reali del consumatore e le sue preferenze, mentre il secondo si riferisce ad un mercato in grado di rispecchiare le preferenze (quello immobiliare).
Peculiarità di tali tecniche è la possibilità di stimare un valore monetario per i beni ambientali. Peraltro tale metro di misurazione non è direttamente riferibile al fenomeno descritto (l’ambiente) è stata quindi considerata la possibilità di accostare la valutazione di tipo monetario ad una più aderente e immediata rispetto al fenomeno osservato. Si tratta delle metodologie classiche di valutazione (VIA, overlay mapping) che valutano l’area tramite indicatori fisici e socio-economici.
L’integrazione di tali metodi (monetari e non) permette di prendere in considerazione i diversi aspetti che caratterizzano un’area verde: l’aspetto di tipo economico e quello ambientale e sociale.
La gestione di un’area verde non può, infatti, prescindere dalla sua multifunzionalità. Essa può essere destinata a scopi di tipo ricreativo con conseguente sviluppo delle infrastrutture turistiche oppure, date determinate caratteristiche ambientali, può rientrare in una politica di preservazione.
Gli obiettivi che concorrono alla sua gestione sono diversi, è stata quindi utilizzata l’analisi multicriteri (applicata ad un caso pratico) che permette la ponderazione degli obiettivi in base alle preferenze del decisore.
L’esercitazione ha come oggetto d’indagine la Valcamonica. I criteri di valutazione considerati sono sette: valore funzione ricreativa, valore del bene ambientale, impatti diffusi funzione ricreativa (NO2, Cox, Petrolio), impatti locali funzione ricreativa (valore faunistico, disturbo antropico). Le alternative di gestione sono tre: alternativa zero, alternativa A (di conservazione), alternativa B (di sviluppo). Sono state fatte tre simulazioni: la prima attribuiva lo stesso peso d’importanza ad ogni criterio, la seconda prediligeva i criteri di conservazione (faunistico disturbo antr., valutazione contingente), la terza quelli di sviluppo. In tutti e tre i casi l’alternativa di gestione migliore è risultata essere quella di conservazione. Per quel che riguarda i criteri di valutazione (che rispecchiano gli obiettivi di gestione) la difficoltà maggiore consisteva nell’esplicitare in termini monetari le preferenze degli individui per quella determinata area. L’uso delle nuove metodologie di valutazione ha permesso tale passaggio.
Il Metodo della Valutazione Contingente ha permesso di valutare il valore ambientale (compreso quello d’esistenza), mentre il Metodo del Costo del Viaggio ha reso possibile la valutazione del valore della funzione ricreativa. Tali valori sono stati integrati con quelli ottenuti tramite la valutazione d’impatto della funzione ricreativa e con quelli relativi alla conservazione faunistica dell’area. Ogni valore è stato ricavato con metodi diversi e rappresenta un’alternativa di gestione.
Tramite l’uso dell’analisi multicriteri è stata trovata l’alternativa migliore, ponderando di volta in volta gli obiettivi. Non ci si è limitati a un’analisi costi-benefici (che può essere svolta solo usando valori di tipo monetario). L’esercizio ha considerato più punti di vista, ognuno rappresentativo di un’alternativa di gestione.

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