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Le matrici tipologiche dell'architettura francescana conventuale, La chiesa e il convento di San Francesco d'Assisi a Palermo

Informazioni tesi

  Autore: Biagio Salerno
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Antonio Gaziano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

Il fenomeno del Francescanesimo – che comincia ad affacciarsi in Europa dal 1210, anno della conversione di San Francesco di Assisi – è talmente rilevante, da rinnovare gran parte della vita religiosa, sociale, economica e politica del mondo allora conosciuto. Le idee che il Santo incarnava interrogano, difatti, un sistema socio-religioso che aveva perso di vista il significato della “povertà”, da sempre insito nel messaggio cristiano.
Tutto ciò determina la costruzione di un nuovo sistema di valori, col quale verrà reinterpretato ogni settore della vita sociale e religiosa, mentre i Frati Minori si occuperanno di trasmetterlo per tutta l’Italia e oltre. Questo “sistema nuovo” coinvolgerà anche la maniera di insediarsi nel territorio, concepito come parte integrante della Città di Dio. Ogni dove è buono per predicare; anzi, vengono predilette, soprattutto agli inizi del movimento francescano, quelle zone che la città aveva rifiutato e tenute all’esterno delle mura urbane.
Qui nascono i primi insediamenti francescani, atti ad assistere quella parte di popolazione reietta dalla città ufficiale. Questi insediamenti sono inizialmente costituiti da preesistenze o piccole edificazioni fatiscenti, come imponeva la Regola del Santo. Successivamente, diventeranno sempre più importanti, crescendo in qualità e dimensione con l’importanza stessa dell’Ordine.
A sancirne un importante riconoscimento è, certamente, una bolla pontificia di Gregorio IX, che obbliga i Francescani a trasferirsi nel 1240 all’interno della cinta muraria delle città, coinvolgendoli, quindi, in un processo di urbanizzazione che avrebbe cambiato radicalmente la prassi iniziale degli insediamenti. È proprio in questo periodo che cominciano le divisioni interne all’Ordine – tra ligi “Osservanti” della Regola e coloro che invece la vogliono adattare ad esigenze più cenobitiche, appunto i “Conventuali” – sino alla prima e ufficiale perdita della sua integrità (1517). Le due anime dell’Ordine sono già individuabili ad Assisi quando, alla morte e canonizzazione di Francesco, si definiscono i due luoghi più rappresentativi del Francescanesimo: il Sacro Convento, o tomba del Santo, in mano ai Conventuali, e la Porziuncola o S. Maria degli Angeli, sede ufficiale dell’Ordine e degli Osservanti.
I Conventuali, a partire da lì, costruiscono un sistema tipologico indipendente, che affonda le proprie origini nelle grange umbre, in particolare, e nelle costruzioni benedettine, in generale. Sono organismi unitari con una loro logica e struttura, che concepiscono chiesa e convento annesso come un unico sistema, usando il chiostro come cellula aggregativa, quasi un modulo espansivo.
La ricerca di questa logica costruttiva, di questo sistema unitario è, in ultima analisi, l’oggetto della presente tesi, attraverso la riscoperta del più grande e più vecchio complesso francescano conventuale di Palermo, il San Francesco d’Assisi. Il suo raffronto con alcuni noti esempi italiani vuole portare alla luce la maniera francescana “conventuale” di edificare.
Si vuole anche sottolineare come la chiesa e il convento palermitani siano due immagini di una stessa fotografia e come la lettura dell’una, nascondendo l’immagine dell’altra, porterebbe una visione storico-architettonica incompleta. Nella storiografia esaminata, le immagini e le notizie riferite al convento sono scarse e subalterne a quelle della basilica, oltremodo studiata e concepita come un edificio autonomo; a tal punto, da oscurare persino l’esistenza del convento adiacente.
La presente tesi, nei limiti propri della ricerca e delle possibilità attuative, si muove in direzione di questa annessione e integrazione. Restituire, attraverso il disegno e la rappresentazione, questo rapporto originario e più volte in espansione, significa introdurre nella città di Palermo e nella sua analisi storica una nuova iconografia del complesso monumentale di San Francesco d’Assisi.

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3 INTRODUZIONE Il fenomeno del Francescanesimo – che comincia ad affacciarsi in Europa dal 1210, anno della conversione di San Francesco di Assisi – è talmente rilevante, da rinnovare gran parte della vita religiosa, sociale, economica e politica del mondo allora conosciuto. Le idee che il Santo incarnava interrogano, difatti, un sistema socio-religioso che aveva perso di vista il significato della “povertà”, da sempre insito nel messaggio cristiano. Tutto ciò determina la costruzione di un nuovo sistema di valori, col quale verrà reinterpretato ogni settore della vita sociale e religiosa, mentre i Frati Minori si occuperanno di trasmetterlo per tutta l’Italia e oltre. Questo “sistema nuovo” coinvolgerà anche la maniera di insediarsi nel territorio, concepito come parte integrante della Città di Dio. Ogni dove è buono per predicare; anzi, vengono predilette, soprattutto agli inizi del movimento francescano, quelle zone che la città aveva rifiutato e tenute all’esterno delle mura urbane. Qui nascono i primi insediamenti francescani, atti ad assistere quella parte di popolazione reietta dalla città ufficiale. Questi insediamenti sono inizialmente costituiti da preesistenze o piccole edificazioni fatiscenti, come imponeva la Regola del Santo. Successivamente, diventeranno sempre più importanti, crescendo in qualità e dimensione con l’importanza stessa dell’Ordine. A sancirne un importante riconoscimento è, certamente, una bolla pontificia di Gregorio IX, che obbliga i Francescani a trasferirsi nel 1240 all’interno della cinta muraria delle città, coinvolgendoli, quindi, in un processo di urbanizzazione che avrebbe cambiato radicalmente la prassi iniziale degli insediamenti. È proprio in questo periodo che cominciano le divisioni interne all’Ordine – tra ligi “Osservanti” della Regola e coloro che invece la vogliono adattare ad esigenze più cenobitiche, appunto i “Conventuali” – sino alla prima e ufficiale perdita della sua integrità (1517). Le due anime dell’Ordine sono già individuabili ad Assisi quando,

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