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Creare, vendere, gestire il prodotto ''vacanza-studio''

Nella vasta letteratura che si occupa di turismo, è quantomeno difficile rintracciare testi relativi alla “vacanza studio”. Rari libri, pochissime pubblicazioni su riviste specializzate, nessuna tesi di laurea.
E’ vero, ci troviamo di fronte ad un prodotto di “nicchia”, che interessa pochi operatori e una minima area del mercato, che non ha portato e probabilmente non porterà mai alcuno sconvolgimento generale agli assetti economici del mondo del turismo, e , dunque, non ritenuto degno di attenzione né dagli studiosi acclamati né dalle grandi holding che finanziano ricerche.
Eppure, il viaggio studio è uno dei più antichi fenomeni turistici, e, fuori dagli schemi economici di mercato, sconvolgimenti ne ha portati e come. Parlo di trasformazioni sociali, di arricchimenti e movimenti culturali, apportate in vari momenti storici, da chi ha visto l’ “altra cultura”, da chi ha viaggiato per studiare il “diverso”.
Aldilà della portata storico – culturale, ritengo che, oggi più che mai, questo prodotto sia da considerarsi attualissimo da un punto di vista economico e sociale. In un’economia italiana, che “gira” ormai a pieno regime in quella europea, e in un’economia europea attrice irrinunciabile dell’economia globale, il ruolo della “vacanza studio” è quello di favorire il “dialogo” tra le culture transnazionali.
Questo lavoro, lungi dal sopperire alle carenze teoriche e dottrinali, si pone come obiettivo principale quello di analizzare, dal punto di vista dell’organizzatore, la realtà dei viaggi studio, non limitandosi tuttavia all’esame delle sole procedure tecniche messe in atto dall’operatore specializzato, ma cercando, dove possibile, di soffermarsi sulle ragioni sociali che portano a determinate scelte economiche.

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5 PREMESSA Nella vasta letteratura che si occupa di turismo, è quantomeno difficile rintracciare testi relativi alla “vacanza studio”. Rari libri, pochissime pubblicazioni su riviste specializzate, nessuna tesi di laurea. E’ vero, ci troviamo di fronte ad un prodotto di “nicchia”, che interessa pochi operatori e una minima area del mercato, che non ha portato e probabilmente non porterà mai alcuno sconvolgimento generale agli assetti economici del mondo del turismo, e , dunque, non ritenuto degno di attenzione né dagli studiosi acclamati né dalle grandi holding che finanziano ricerche. Eppure, il viaggio studio è uno dei più antichi fenomeni turistici, e, fuori dagli schemi economici di mercato, sconvolgimenti ne ha portati e come. Parlo di trasformazioni sociali, di arricchimenti e movimenti culturali, apportate in vari momenti storici, da chi ha visto l’ “altra cultura”, da chi ha viaggiato per studiare il “diverso”. Aldilà della portata storico – culturale, ritengo che, oggi più che mai, questo prodotto sia da considerarsi attualissimo da un punto di vista economico e sociale. In un’economia italiana, che “gira” ormai a pieno regime in quella europea, e in un’economia europea attrice irrinunciabile dell’economia globale, il ruolo della “vacanza studio” è quello di favorire il “dialogo” tra le culture transnazionali. Questo lavoro, lungi dal sopperire alle carenze teoriche e dottrinali, si pone come obiettivo principale quello di analizzare, dal punto di vista dell’organizzatore, la realtà dei viaggi studio, non limitandosi tuttavia

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Ferrara Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.