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La nobiltà ne Il Giorno di Giuseppe Parini

Prefazione

Sono bastati i versi quarantasei dell’episodio della Vergine Cuccia, per provare profonda ammirazione per l’intelligenza, l’ingegno e la maestria del Parini e, successivamente, per avventurarmi nel suo mondo poetico con l’intento di coglierne i tratti caratteristici. Ed ogni tanto il Parini mi coinvolge sempre di più nel dramma della vita settecentesca. Dico la vita perché Il Giorno presenta dettagliatamente, non solo la nobiltà, ma tutta la società del tempo. Insieme al poeta, ci sono i lettori ad osservare, a giudicare i vizi morali, ma soprattutto, a voler scoprire la tecnica con cui si è espresso il poeta, senza perdere la sua posizione sociale.

Un ritratto del secondo Settecento lo è, ma i suoi componimenti sono quasi universali. Se guardiamo intorno a noi, non troviamo altro che le stesse problematiche che il poema ha trattato due secoli fa. Attuale è la satira dei deboli rapporti famigliari, del disinteresse verso i figli, delle ridicole mode importate che vengono seguite ciecamente, di una vita priva di valori e di sensi in quanto non è basata su qualità personali degne di essere stimate, ma su falsi concetti e su eredità paterne. L’eroe pariniano può essere semplicemente un esempio di alcuni giovani dissipati che vivono fra di noi. Un moto di condanna nasce nella nostra coscienza e, nel medesimo tempo, una volontà di riforma. Penso che sia tale l’atteggiamento del Parini di fronte alla nobiltà.

Il Giorno è questo complesso di giudizio storico-morale, di satira, di ironia e di descrizione reale. Questi elementi non dovrebbero essere considerati fuori del quadro storico-ideologico dell’epoca, o dello sfondo culturale dei secoli passati. L’opera pariniana è la sintesi delle condizioni e delle tendenze che hanno formato la mentalità del poeta.

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6 Prefazione Sono bastati i versi quarantasei dell’episodio della Vergine Cuccia, per provare profonda ammirazione per l’intelligenza, l’ingegno e la maestria del Parini e, successivamente, per avventurarmi nel suo mondo poetico con l’intento di coglierne i tratti caratteristici. Ed ogni tanto il Parini mi coinvolge sempre di più nel dramma della vita settecentesca. Dico la vita perché Il Giorno presenta dettagliatamente, non solo la nobiltà, ma tutta la società del tempo. Insieme al poeta, ci sono i lettori ad osservare, a giudicare i vizi morali, ma soprattutto, a voler scoprire la tecnica con cui si è espresso il poeta, senza perdere la sua posizione sociale. Un ritratto del secondo Settecento lo è, ma i suoi componimenti sono quasi universali. Se guardiamo intorno a noi, non troviamo altro che le stesse problematiche che il poema ha trattato due secoli fa. Attuale è la satira dei deboli rapporti famigliari, del disinteresse verso i figli, delle ridicole mode importate che vengono seguite ciecamente, di una vita priva di valori e di sensi in quanto non è basata su qualità personali degne di essere stimate, ma su falsi concetti e su eredità paterne. L’eroe pariniano può essere semplicemente un esempio di alcuni giovani dissipati che vivono fra di noi. Un moto di condanna nasce nella nostra coscienza e, nel medesimo tempo, una volontà di riforma. Penso che sia tale l’atteggiamento del Parini di fronte alla nobiltà. Il Giorno è questo complesso di giudizio storico-morale, di satira, di ironia e di descrizione reale. Questi elementi non dovrebbero essere considerati fuori del quadro storico-ideologico dell’epoca, o dello sfondo culturale dei secoli passati. L’opera

Tesi di Master

Autore: Wafaa Raouf Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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