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Sistemi Produttivi Locali e Distretti Industriali nella regione Lazio. Case-study sulle attività audiovisive: un'analisi quantitativa

Informazioni tesi

  Autore: Laura Sepe
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Maria Chiara Turci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

L’attenzione alla fenomenologia dei Distretti Industriali è evidenziata nelle politiche intraprese a loro sostegno. In particolare si esamina la definizione di “distretto” e i criteri che definiscono l’area distrettuale, sia ai sensi della Legge n. 317/91 sia ai sensi della Legge Regionale n. 36/2001 (riferimento alla regione Lazio).
La Regione Lazio ha individuato 3 Distretti Industriali:il Distretto Industriale di Civita Castellana, il Distretto Industriale interprovinciale Monti Ausoni-Tiburtina per il Marmo ed il Distretto Industriale della Valle del Liri per il Tessile. La Regione Lazio ha individuato anche 5 Sistemi Produttivi Locali tra cui quello dell’audiovisivo nell’area del comune di Roma.
Prendendo spunto proprio dalla constatazione dell’esistenza del Sistema Produttivo Locale dell’Audiovisivo del comune di Roma, il focus sulle attività audiovisive viene condotto mediante due tipi di analisi: l’analisi strutturale per la quale ci si è avvalso di dati desunti dal Censimento - Industria e Servizi per gli anni 1991 e 2001 a confronto, e l’analisi economica per la quale i dati utilizzati sono stati estrapolati dai Conti Economici delle Imprese, dai Conti Territoriali e dai Consumi delle famiglie, tutti di fonte Istat.
Per tutte le attività economiche si registra una dimensione media che varia da 5,30 nel 1991 a 3,70 nel 2001 nel Comune di Roma e rispettivamente da 4,50 a 3,50 nel Lazio. Si può affermare che la struttura dimensionale del comune di Roma e, più in generale, del Lazio è caratterizzata dalla micro-impresa (classe 1-9) e dalla piccola impresa (classe 10-19) . Tra i due censimenti sul territorio romano vi è stata un incremento dell’incidenza dell’audiovisivo nel comune di Roma sia a livello regionale che nazionale.
L’analisi quantitativa delle modificazioni strutturali intervenute nel polo audiovisivo dell’area romana può essere opportunamente sintetizzata da due tipici indicatori di dimensione: il quoziente di localizzazione ed il coefficiente di specializzazione. Il quoziente di localizzazione presenta valori superiori all’unità già nel 1991 (1,46 in Addetti, ma è nel 2001 che si rafforza la concentrazione del settore audiovisivo nel comune di Roma (quoz. pari a 1,50). I valori in termini di localizzazione danno conto dell’aggregazione territoriale mentre le misure di specializzazione definiscono l’eccezionalità di una capacità produttiva.
Per l’analisi economica non si dispone di dati disaggregati, per cui è studiata la tendenza del settore audiovisivo nella regione Lazio. Essa rileva tanto la capacità di contribuzione del settore audiovisivo alla crescita della regione in termini competitività ed efficienza, misurata dal costante incremento di Valore Aggiunto in termini di “altri servizi pubblici, sociali e personali” , quanto le modificazioni intervenute nella domanda di “prodotti di genere” audiovisivo determinatesi negli anni 2000. Il contributo del settore audiovisivo alla crescita del Lazio è calcolato come rapporto tra il Valore Aggiunto del settore audiovisivo ed il Valore Aggiunto del Lazio. Nel periodo 2001-2003 si osserva una diminuzione del valore dell’indicatore che rimane comunque elevato, passando da circa 94,5% nel 2001 a poco più di 78,5% nel 2003. L’incidenza del Valore Aggiunto del settore sta cedendo nonostante la struttura dimensionale nel Lazio si sia incrementata. È utile esaminare l’evoluzione del settore prendendone in considerazione la produttività complessiva.
La produttività, misurata attraverso i rapporti Valore Aggiunto Lazio/Occupati totali Lazio e Valore Aggiunto Italia/Occupati totali Italia, mostra un indicatore regionale di gran lunga superiore a quello nazionale (oltre il 40% contro circa l’8%), ma anche in questo caso si osserva un andamento decrescente.
La competitività e l’efficienza del settore audiovisivo sono evidenziate dall’analisi di altri due indicatori caratteristici: la quota unitaria di mercato (Fatturato/Addetto) e la produttività generica del lavoro (Valore Aggiunto/Addetto), entro le classi dimensionali della struttura produttiva.
Anche se dall’analisi è emerso un calo di competitività ed efficienza, queste sono da attribuire più al periodo di congiuntura economica che ha caratterizzato gli anni di riferimento dell’analisi (2001-2003), piuttosto che ad una vera perdita di competitività ed efficienza del settore, rimanendo il settore audiovisivo un’attività rilevante che si può parlare a breve di un’evoluzione di quest’area, già individuata dalla Regione Lazio come Sistema Produttivo Locale, verso la configurazione di “Distretto”.

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