Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Patrimonio ambientale e identità locale, fattori innovativi di competitività per i Campi Flegrei

I Campi Flegrei rappresentano un sistema territoriale ad ovest di Napoli caratterizzato da un patrimonio culturale e ambientale senza eguali al mondo. Nonostante l'area flegrea abbia conosciuto un duraturo fulgore nell'antichità romana e i suoi paesaggi siano stati ammirati, descritti e celebrati da intellettuali di tutto il mondo, le sue risorse culturali giacciono oggi dimenticate e per nulla valorizzate, sopraffatte dall'abnorme espansione edilizia (spesso oltre il limite della legalità) del capoluogo che ne ha alterato le matrici identitarie e dall'incapacità degli enti politici locali di progettare uno sviluppo integrato e sostenibile per il comprensorio.
L'elaborato, dopo aver esaminato i nuovi indirizzi di ricerca della geografia umana, provvede ad un excursus sulle dinamiche insediative ed economiche dei Campi Flegrei, descrivendone le principali attività ed i fattori che ne hanno alterato i livelli della qualità della vita, in particolare l'ebusivismo edilizio, il rischio ambientale e l'insufficiente livello di preparazione della popolazione locale. Nell'ultimo capitolo, dopo aver passato in rassegna i progetti di rilancio per il comprensorio già esistenti (in particolare l'istituzione del Parco Regionale), si forniscono direttive e soluzioni alternative per lo sviluppo endogeno, integrato e sostenibile dei Campi Flegrei incentrato sulla promozione e la valorizzazione delle risorse patrimoniali e delle attività tradizionali.

Mostra/Nascondi contenuto.
1.L’APPROCCIO GEOGRAFICO PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE INTEGRATA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE 1.1 Beni ambientali e geografia: problemi metodologici e prospettive di ricerca La geografia umana è la branca della geografia che studia la distribuzione dell'uomo nello spazio e le relazioni tra l'uomo e l'ambiente. Negli ultimi anni questa disciplina ha registrato un rinnovamento nei contenuti e nei metodi tale da segnare un’evidente frattura nei confronti del passato, un passato, neanche troppo remoto, chiuso nell’ambito delle accademie e fondato su un’impostazione positivistica, la quale richiede che l’esperienza sia determinata come qualcosa riconosciuta da tutti come evidente e verificabile, ormai superata. L’occasione per il rinnovamento epistemologico della disciplina è stata data dall’approccio verso lo studio dei beni culturali e ambientali, tematica fino ad allora estranea o quasi dal campo di studio dei geografi. Lo studio del patrimonio ambientale e culturale presuppone la coesistenza di più discipline, appartenenti sia all’area umanistica (antropologia, sociologia, archeologia, storia dell’arte) che a quella scientifica (geofisica, scienze naturali, discipline statistiche), ma la geografia va a collocarsi in una sorta di “corsia preferenziale” (Mautone M., 2001, pp. 9-15) in quanto è in grado di rivelare aspetti che potrebbero sfuggire ai cultori delle materie di studio sopra elencate. Non va dimenticato che la geografia umana sin dalle sue origini si occupa della lettura del complesso rapporto che intercorre tra il paesaggio storico e l’ambiente fisico, tra le componenti naturali ed antropiche, tra i valori simbolici dello spazio e le identità 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carmine Piantedosi Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1739 click dal 05/09/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.