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Valutazione e controllo del rischio operativo: il caso della BCC del Friuli Centrale

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Minisini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: ECONOMIA BANCARIA
  Corso: Banca e finanza
  Relatore: Gian Nereo Mazzocco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

Il rischio operativo viene introdotto e regolamentato con Basilea 2 che ne definisce le metodologie tramite le quali si misura ai fini dell'adeguatezza patrimoniale. La Commissione diventa uno dei primi gruppi a "dare sostanza al fantasma del rischio operativo che da sempre aleggia sulle aziende le cui perdite non sono mai state conteggiate pari a zero". Ogni istituzione creditizia deve costruire un sistema di prevenzione di rischi commisurato alle sue dimensioni, complessità e caratteristiche. Si dimostra che la BCC ha trovato un equilibrio ideale in relazione all'organizzazione, alle risorse umane e tecnologie disponibili, rendendo efficace al massimo il Sistema dei Controlli Interni, la business continuity e la sicurezza dell'IT. Le sue scelte sono proiettate in un'ottiva futura di innovazione, che lede la sua peculiarità di essere niche players a sostegno dell'economia locale.

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9 Introduzione Il Nuovo Accordo sul capitale mira ad un unico obiettivo generale: diminuire al di sotto di una soglia predefinita la probabilità per una banca che l’ammontare delle perdite in un anno superi quello del patrimonio. Questo obiettivo è perseguito attraverso metodi del Value at Risk per il calcolo dei rischi nei metodi avanzati ed una calibrazione approssimativamente equivalente nei metodi più semplici. La disciplina in generale si ispira al principio di piena autonomia delle banche nell’individuazione dei sistemi di misurazione del rischio. Una regolamentazione per obiettivi presenta il grande vantaggio di mantenere validità e coerenza nel tempo, nonostante l’incessante innovazione finanziaria e lascia la flessibilità realizzativa e la capacità di innovazione agli operatori bancari. Nel presente lavoro sono stati messi a punto nove capitoli divisi in tre parti principali: ◊ Parte prima (parte teorica): vuole dare un excursus della normativa di Basilea 1 e Basilea 2 ed i passi compiuti dal Comitato durante l’iter di approvazione. Le fonti sono da ricercare nei recepimenti della nuova regolamentazione prudenziale internazionale (Documenti per la consultazione), nella presentazione del Nuovo Accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali, fino alla recente circolare di Banca d’Italia sulle Nuove Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche. Accanto alle pubblicazioni di Banca d’Italia, ci sono i documenti presenti nel sito ABI ed i documenti dal sito della Banca dei Regolamenti Internazionale. Le informazioni sul DIPO sono tratte dal sito dell’ABI. Infine il sistema dei controlli interni si avvale delle Istruzioni di vigilanza di Banca d’Italia (Titolo IV capitolo 11). ◊ Parte seconda (parte sperimentale): verte sull’operatività attuale nella BCC del Friuli Centrale a seguito di un periodo da tesista all’interno della stessa. ◊ Parte terza (parte predittiva): si cerca di implementare il sistema in atto attraverso ipotesi di sfide future e considerazioni finali. La prima parte descrive una panoramica della regolamentazione passata e presente a proposito di Basilea 2, focalizzandosi sul rischio operativo e sul sistema dei controlli interni. Il presente lavoro si propone di dar conto dello stato dell’arte, soffermandosi dapprima, nel capitolo n. 1, sullo sviluppo della normativa iniziata con Basilea 1 alla fine degli anni ‘90 delineando gli obiettivi, i vincoli introdotti e le rispettive criticità che hanno portato al

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Parole chiave

adeguatezza patrimoniale
banca
basilea 2
bcc
business continuity
controllo
crisi bancarie
internal audit
rischio di credito
rischio operativo
rischio residuale
risk controlling
sistema dei controlli interni
var
vigilanza bancaria

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