Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Letteratura horror per ragazzi: fenomenologia della paura e analisi letterarie

Con questo lavoro ci proponiamo di dimostrare la tesi sulla letteratura per ragazzi: toccando il tema sia della letteratura e sia della pedagogia.
Nel primo capitolo affronteremo il problema della paura sia dal punto di vista terminologico e sia sul versante pedagogico, analizzando per vie generali alcune paure esistenti e schematizzandone le tappe; il motivo di questa scelta è dovuto, all’influenza che ha questa espressione emotiva in tutte le età della vita, ma soprattutto perché le paure che possediamo da adulti, sono la risposta e il risultato di quello che si ha accumulato sin da quando si è in grembo.
Il capitolo successivo, in cui è contenuta un’analisi personale su alcuni testi, che trattano un genere letterario che prende piede negli ultimi anni, quello dell’orrore. In questo caso si approfondirà sugli elementi che caratterizzano e affascinano questo campo letterario, cioè sui personaggi appartenenti al mondo della fantasia.
Nel terzo ed ultimo capitolo, invece, viene presa in analisi la lettura in quanto esperienza importante nella vita di ogni individuo, ma per quanto concerne il nostro studio, si prende in considerazione “l’avventura” come elemento fondamentale per i ragazzi, e in quanto tale, dei motivi e dei contenuti che spingono all’attenzione per questo genere. Inoltre si applicherà ai testi da me esaminati, le argomentazioni trattate, come l’avventura chiarendo soprattutto i motivi che spingono all’interesse per queste letture; l’identificazione del lettore nel protagonista delle vicende, in virtù di situazioni e concettualizzazioni caratteriali dell’eroe.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 CAPITOLO PRIMO “FENOMENOLOGIA DELLA PAURA” 1. LA PAURA NOSTRA MADRE ANTICA “Non c’è sentimento più antico, resistente, universale di quello della paura; si può ragionevolmente supporre che - sin dai tempi primitivi - l’uomo avesse terrore dei fenomeni naturali (il temporale) e delle fiere che lo circondavano, mettendo ogni attimo in forse le sue possibilità di sopravvivenza. Così come si può ipotizzare che egli tema l’approssimarsi del buio, che introduceva ad un mondo denso di maggiori pericolo, di sospetti e di ombre, più vicino al regno dell’oltrevita, dove dominavano gli dei.” 1 “Di certo, nei tempi più remoti come in quelli più recenti, la paura fondamentale dell’essere umano, nonostante il succedersi ininterrotto 1 Le società arcaiche avevano una grande paura del tuono e soprattutto del fulmine: in Austarlia il fulmine è immaginato – presso i Papua – come un serpente che taglia il cielo e penetra la terra. Esso è come una fune lungo la quale dall’alto degli esseri magici scendono sulla terra, per risalirne di nuovo (G. LANDTMAND, The Kiwai Papuand of British New Guinea, London, pag. 50).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesca Spada Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4499 click dal 11/09/2007.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.