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Studio sui rimboschimenti a Pinus halepensis Mill. delle pendici calanchive del comune di Pisticci

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Baratella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze Forestali ed Ambientali
  Relatore: Vittorio Leone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Le condizioni vegetative mediamente espresse dai parametri biometrici di rimboschimenti ed imboschimenti, prevalentemente di conifere e di protezione idrogeologica, ed una complessità ecologica praticamente nulla testimoniano la semplificazione estrema di questo tipo di ecosistemi forestali, potenzialmente idonei a favorire l’innesco di successioni secondarie progressive. Nel corso di una successione secondaria gli ecosistemi modificano, incrementandola, la loro complessità: l’evoluzione spontanea verso una maggiore biodiversità si traduce in un aumento della sua stabilità complessiva. Sono opportune indagini, monitorando caratteristiche ecologiche, fattori biotici ed abiotici in atto e loro interazioni, dinamiche ecosistemiche in relazione ai differenti periodi storici intercorsi o in riferimento alla matrice paesaggistica attuale, con riguardo ai diversi livelli di biodiversità attuale, potenziale e prevedibile e derivanti considerazioni d’ordine ecologico e gestionale.

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5 1. INTRODUZIONE Il rimboschimento a scopo protettivo si è potuto annoverare tra principali strumenti di politica forestale nazionale fin dai primi anni dell’Unità d’Italia, per finire agli ultimi anni del secolo scorso. La salvaguardia idrogeologica del territorio ne costituì finalità prevalente ma non unica, perseguendosi nel tempo anche prioritari obbiettivi di tipo occupazionale, attraverso massicci impieghi di manodopera locale, e produttivi, a sostegno delle aree interne montane e marginali. La gran parte di questi rimboschimenti, localizzati in ambiti territoriali tra i più ostici, ancora oggi riveste una funzione eminentemente geostatica e manca sia dei progetti originali di esecuzione sia dei piani di coltura e conservazione, spesso andati smarriti, prima ancora che di assestamento. L’assenza di un definito quadro di partenza, se pur grave lacuna della fase di programmazione, non può costituire scusante per non eseguire oggi quelle indispensabili valutazioni da cui poter estrarre indicazioni per il prossimo futuro. L’obiettivo perseguito dalla mia tesi di laurea è stato fornire un contributo conoscitivo esatto e completo dei rimboschimenti effettuati a copertura e protezione dei versanti calanchivi a Nord-Est di Pisticci, quale possibile, auspicata tappa iniziale di un percorso più articolato finalizzato alla definizione delle strategie gestionali opportune per tali popolamenti. A queste ultime si contribuisce accennandone brevemente le potenziali linee direttrici. L’area di studio, abbracciando idealmente le pendici calanchive che dall’abitato di Pisticci (Matera) digradano in direzione NE verso il Basento, si estende irregolarmente per 680ha circa. E’ delimitata a Nord dalla SS 407 (destra Basento) e a NE dal serpeggiare del fosso Niuri, la SS176 la perimetra approssimativamente in direzione Ovest mentre verso Sud si estingue ai bordi del pianoro collinare su cui sorge l’abitato. L’esposizione prevalente è Nord-Est, l’intervallo altimetrico si estende dai 50 m slm fino ai 303 m slm sommitali. La zona oggetto d’indagine è evidenziata sull’estratto del F° 201 della Carta d’Italia, quadranti II SO Bernalda e III SO Pisticci, scala 1:25.000 (Fig. 1).

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Parole chiave

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naturalità
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protezione idrogeologica
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