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La partecipazione dell'Unione Europea al Protocollo di Kyoto

Il presente lavoro offre una panoramica dei contenuti del Protocollo di Kyoto e di come questi sono stati recepiti dall'ordinamento europeo ed italiano. Offre spunti critici di riflessione sulla reale capacità del Protocollo di Kyoto, quale strumento normativo di tutela dell'ambiente, e sulle scelte effettuate dal legislatore europeo ed italiano.

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LA PARTECIPAZIONE DELL’UNIONE EUROPEA AL PROTOCOLLO DI KYOTO L’INTERRELAZIONE DEI LIVELLI INTERNAZIONALE E COMUNITARIO NELLA TUTELA DELL’AMBIENTE 3 Negli ultimi trent'anni, a fronte del degrado dello stato di salute del pianeta, del crescente inquinamento e dei sempre più frequenti disastri ecologici, la protezione dell'ambiente è divenuta un'esigenza sempre più sentita dalla comunità internazionale, la quale ha progressivamente riconosciuto il valore dell'ambiente naturale, preoccupandosi di stabilire linee programmatiche da seguire per garantirne la salvaguardia ed arginarne il deterioramento. Come ricorda Giorgio Nebbia 1 , nei primi anni Settanta, a dimostrazione del crescente interesse verso i problemi ambientali, apparvero alcuni libri "rivoluzionari": “Il cerchio da chiudere”, in cui il biologo americano Barry Commoner denunciava gli effetti negativi sull'ambiente causati da una tecnologia orientata soltanto al profitto e responsabile della "rottura" dei grandi cicli biologici naturali con l'immissione di sostanze non assimilabili e decomponibili dalla natura; “Una sola Terra”, nel quale la sociologa inglese Barbara Ward affermava la necessità di amministrare la Terra, unica nostra casa nello spazio, con gli stessi criteri con cui vivono gli astronauti in una capsula spaziale; “Limits to Growth” (tradotto in italiano come I limiti dello sviluppo), uno dei libri più scandalosi e in parte poco condivisibili, nel quale, sulla base dei dati emersi da una ricerca condotta dagli studiosi del Massacchusetts Institute of Technology su quello che sarebbe potuto accadere alla Terra se fossero continuate le tendenze di produzione, consumi e inquinamenti che avevano caratterizzato gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, Forrester e i coniugi Meadows descrivevano le possibili tendenze di aumento della popolazione terrestre, dei consumi di energia cibo e acqua, e i possibili conflitti che sarebbero sorti nella popolazione umana se i suoi "numeri" fossero aumentati al di là dei valori critici. Davanti ai danni causati dall'inquinamento, fenomeno che non conosce confini geografici, la legislazione nazionale adottata nei vari Paesi e la protezione riconosciuta all'ambiente anche a livello costituzionale si è dimostrata ben presto insufficiente e l'equilibrio dell'ecosistema è divenuto oggetto di preoccupazione 1 NEBBIA GIORGIO, Rio + 10, Terza Conferenza ONU sull'ambiente. Un bilancio a trent’anni da Stoccolma, in CNS – Rivista di Ecologia Politica, gennaio 2002, pag. 9 ss.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Rodo Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3894 click dal 08/01/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.