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Assunzione di bevande alcoliche palatabili nei ratti Sardinian alcohol-preferring e -non preferring: un modello sperimentale di induzione di dipendenza da alcol?

Background and Aims: Rats avidly consume nonalcoholic beer, and addition of alcohol to nonalcoholic beer may function as a medium to induce intake of large amounts of alcohol in rats. The present study investigated whether Sardinian alcohol-preferring (sP) and -non preferring (sNP) rats, initially exposed to nonalcoholic beer and subsequently to nonalcoholic beer containing increasing concentrations of alcohol, would develop unusually high alcohol self-administration and drinking behaviors once beer was removed and a plain alcohol solution was made available. Methods: In Experiment 1, rats were exposed to operant, 30-min/day self-administration sessions of nonalcoholic beer with increasing concentrations of alcohol [0%, 2.5%, 5%, 7.5%, and 10% (v/v)] for a total of 45 days. After a brief “beer-fading” phase, rats were exposed to self-administration sessions of a plain 10% (v/v) alcohol solution. In Experiment 2, rats were exposed to nonalcoholic beer with increasing concentrations of alcohol [0%, 2.5%, 5%, 7.5%, and 10% (v/v)] and water under the 2-bottle choice regimen with unlimited access (24 hours/day) for a total of 35 days. After a brief “beer-fading” phase, rats were exposed to the choice between a plain 10% (v/v) alcohol solution and water. Results: sP and sNP rats did not differ in self-administration and intake of nonalcoholic beer. In Experiment 1, as alcohol content increased, the amount of self-administered alcohol increased progressively in sP rats (up to 1-1.2 g/kg) and remained stable in sNP rats (approximately 0.65 g/kg). When the plain 10% alcohol solution was available, the amount of self-administered alcohol in sP rats was initially markedly reduced, and tended to increase – up to approximately 0.6 g/kg – on continuing exposure. In sNP rats, lever-pressing behavior rapidly estinguished after beer removal. In Experiment 2, as alcohol content increased, daily alcohol intake increased progressively in sP rats (up to 8-9 g/kg) and averaged approximately 2.4 g/kg in sNP rats. When the plain alcohol solution was available, daily alcohol intake in sP rats was initially low and reached control values on continuing exposure. Conversely, daily alcohol intake was completely suppressed in sNP rats. Conclusions: These results suggest that prolonged exposures to a highly accepted and strongly reinforcing alcoholic beer failed to permanently alter alcohol self-administration and intake in sP and sNP rats.

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INTRODUZIONE Alcolismo: definizioni e note epidemiologiche L’alcol etilico (alcol) è una delle più comuni e diffuse sostanze d’abuso in molte società umane; il consumo di bevande alcoliche è infatti una piacevole abitudine che accompagna numerose attività sociali. La formazione dell’alcol è un processo naturale molto comune definito fermentazione alcolica, catalizzato dai lieviti (comunemente il Saccharomyces cerevisiae) che trasformano il glucosio e l’acqua in biossido di carbonio e alcol ricavandone energia. Fin dall’antichità l’uomo ha sfruttato questo processo naturale per la produzione di numerose bevande alcoliche. Mentre un consumo moderato ed episodico di bevande alcoliche permette di apprezzare gli effetti psicotropi primari dell’alcol (effetto disinibente e ansiolitico), un loro prolungato abuso porta all’insorgere di una patologia definita alcol-dipendenza (genericamente alcolismo); secondo il WHO (World Health Organisation) l’eccessivo consumo di alcol è uno dei principali problemi di salute pubblica del mondo al pari della malaria e della tubercolosi (Jerningan et al, 2000). Studi epidemiologici effettuati nel 2003 hanno riscontrato che il 51% (120 milioni) degli abitanti degli Stati Uniti d’età superiore ai 12 anni erano consumatori abituali di bevande alcoliche (tabella 1); di questi, 16 milioni (il 7% della popolazione americana) erano forti bevitori e circa 18 milioni (il 7.7%) soddisfacevano i criteri per una diagnosi di alcol-dipendenza o di abuso di alcol (Grant et al, 2004). L’abuso di alcol è stato riconosciuto la causa di circa il 50% di incidenti stradali, incendi e atti violenti, omicidi compresi (Rivara et al, 1993; NIAAA, 1998; Ninth Special Report, 1997; Grant et al, 2004) e nel 1996 è stato il principale responsabile del 32% dei decessi negli Stati Uniti (NIAAA, 1996). I

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Neuroscienze Bernard Brodie

Autore: Alessandro Orru' Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

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