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Free press: economia e gestione del nuovo fenomeno della stampa

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Novelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Marketing e Comunicazione d'Azienda
  Relatore: Antonio Staffa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

Fenomeno delle soglie del nuovo millennio, la free press ha oggi raggiunto una notevole affermazione nel mercato dell’editoria riguardante le testate giornalistiche. Il suo successo ha avuto modo di essere attraverso l’innovazione presentata da questo nuovo tipo di stampa, a cominciare dalla sua distribuzione gratuita, per passare alla comunicazione e alla pubblicità dei nuovi quotidiani, aspetto questo non di poca importanza nel processo di creazione di una azienda, e finire con i nuovi ed insoliti punti di distribuzione dove è possibile reperire i giornali. In Italia il periodo di maggiore diffusione del fenomeno si è avuto in modo particolare negli ultimi due anni, con il rilancio di nuove iniziative delle testate e nuovi modi per vincere la concorrenza. Sempre di più i lettori che quotidianamente tengono nella borsa una copia, sempre più richieste di pubblicità da parte di aziende e privati. A livello sociale infatti la free press è riuscita ad ottenere un riavvicinamento delle persone alla stampa, da sempre settore in crisi nel nostro paese, in particolare un rinato interesse da parte di un target difficilmente raggiungibile con i tradizionali quotidiani: i giovani.
A livello economico naturalmente ci si chiede come sia realizzabile un simile progetto, quali siano le entrate e le uscite della redazione giornalistica di una testata gratuita e la sua posizione sul mercato relativamente alla concorrenza, sottolineando i costi che l’azienda deve sostenere per la comunicazione pubblicitaria finalizzata a farsi conoscere e crearsi un target di riferimento fidelizzato.
I presente lavoro mira infatti proprio a definire i criteri della gestione economica delle aziende editoriali che non ricevono entrate dalle vendite, riferendosi in particolar modo alla situazione delle redazioni di Leggo, City e Metro nel territorio di Roma, studiandone e confrontandone i bilanci relativi al biennio 2004/2005. Integrando poi i dati con le corrispettive indagini effettuate dall’Istat e dall’Eurisco relativamente alla fruizione delle testate gratuite, si può arrivare a tracciare un quadro economico e sociale della situazione attuale nel territorio di Roma riguardo il rapporto cittadino- informazione.




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6 INTRODUZIONE Non siamo più in presenza di una crisi di quella parte di società che si chiama giornalismo, ma di una crisi della comunità, delle domande sociali e delle identità collettive. 1 Da sempre settore in crisi, la stampa ha subito nel nostro Paese un percorso fatto di ostacoli e sconvolgimenti, dettati per la maggior parte da eventi e fatti ora politici, ora mediatici, ora sociali. E’ infatti luogo comune ormai che in Italia la vendita di quotidiani sia molto bassa e purtroppo dati e statistiche lo confermano. Sembra che nel nostro paese la comunicazione abbia una netta prevalenza sull’informazione e che tale bisogno sia piuttosto secondario; il generale percorso che va dall’istruzione alla carta stampata seguita poi dai più antichi mezzi audiovisivi sembra essersi invertito e la televisione sembra essersi fatta portatrice di istruzione e di informazione. Un Paese infatti dove un solo attore comunicazionale presenta un forte potere rispetto agli altri può definirsi ancora precario in termini di una moderna cultura di massa 2 . E’ l’anomalia che storicamente caratterizza la situazione italiana dove - a differenza di quanto avviene nella stragrande maggioranza dei paesi industrializzati nei quali sono ancora i mezzi stampati a rappresentare il principale veicolo di comunicazione pubblicitaria - la televisione è arrivata a garantirsi una quota di mercato del 54% e i due principali network, pubblico e privato, sono arrivati a detenere il 97% delle risorse pubblicitarie destinate alle televisioni. I simboli discorsivi che la Langer definiva propri del linguaggio specifico dell’informazione, sono ormai sostituiti dai simboli rappresentativi che la stessa poneva alla base della comunicazione audiovisiva, in grado di generare un alto tasso di 1 M. Morcellini, La crisi del giornalismo tra retorica e realtà. Problemi di definizione e prospettive di ricerca, cit., da Problemi dell’informazione, a. XXIII, n° 2, aprile 1998, p. 243. 2 M. Morcellini, Ibidem.

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