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Formazione e Informazione per la sicurezza dei dipendenti nelle Piccole Aziende informatiche: il caso della AVEBIT srl

Attraverso analisi, osservazioni dei processi dell’attività lavorativa, incontri informali e formali col personale di una delle tante piccole aziende che fanno l’ossatura dell’economia italiana, ho cercato di promuovere l’assunto fondamentale del D.Lgs. 626/94 che vede nel lavoratore un protagonista attivo all’interno di qualsiasi sistema di prevenzione organizzato e gestito in azienda e che contribuisce a sviluppare, attraverso l'informazione e la formazione, la coscienza culturale atta a ridurre il fenomeno infortunistico e il determinarsi di malattie professionali.
Dopo aver introdotto il mio studio con un excursus storico sulle norme che, dalla fine dell’ottocento a oggi, si sono preoccupate di tutelare la salute del lavoratore in Italia e all’interno dell’UE, nella prima parte prendo in considerazione le leggi, i concetti ergonomici e i possibili metodi formativi utilizzabili per promuovere la cultura della sicurezza tra i lavoratori:
Innanzitutto pongo l’accento sul Decreto Legislativo 626/94, vera e propria svolta nel mondo della sicurezza, in quanto porta a considerare la prevenzione degli infortuni e la difesa della salute non più come “costo sociale” bensì come “bene sociale”.
Successivamente, basandomi sul concetto di “centralità dell’uomo”, considero l’ergonomia nel suo rapporto con l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro e la sicurezza. Faccio riferimento ai principi di Norman, al concetto di usabilità, analizzo le nozioni di pericolo e di rischio e i modi che possono contribuire a diminuirne gli impatti negativi.
Completo la prima parte dell’elaborato con una sezione intitolata “comunicare la sicurezza”, nella quale riporto i metodi formativi che possono essere utilizzati dalle aziende per divulgare una cultura prevenzionistica tra i lavoratori. Dapprima esamino i metodi della didattica in presenza sottolineandone gli aspetti che la rendono “immortale”, poi i metodi della didattica a distanza mettendone in risalto la forte spinta innovativa data dalla possibilità di creare un proprio percorso formativo senza sottostare ad obblighi spazio-temporali. In seguito analizzo il "blended learning", nato con l’obiettivo di fondere gli aspetti positivi sia delle metodiche in presenza che di quelle a distanza, oltre che dedicare ampio spazio alla metodologia della formazione-intervento che, grazie al suo approccio ergonomico basato sul continuo confronto tra parti di una stessa “famiglia” organizzativa, cerca di passare da una situazione di “decisione strategica” a una di “condivisione strategica”, scavalcando quelle differenze che potrebbero accentuarsi tra le diverse posizioni professionali, culturali e politiche.
“Messi in cantiere” leggi, concetti ergonomici e metodi formativi, nella seconda parte della tesi mi concentro sullo studio di un caso concreto, per questo, dopo aver presentato in modo generale il mondo della piccola impresa, aver approfondito le diverse tipologie di attività svolte dalle PMI operanti nell’Information Technology e il modo di gestire la comunicazione e la sicurezza da parte delle stesse, attraverso un viaggio conoscitivo in chiave ergonomica, propongo un mio "inizio d'intervento" prendendo in considerazione la AVEBIT srl un’azienda che, grazie alle sue caratteristiche, reputo indicativa delle imprese informatiche. Dapprima ne analizzo la documentazione in tema di sicurezza, osservo le attività svolte dai tecnici e compio un’analisi ergonomica degli uffici nei quali ha sede la società. In seguito riporto quanto emerso dall’intervista con il datore di lavoro e la responsabile amministrativa oltre che dall’incontro di consultazione con il personale, in cui sono venute a galla problematiche, differenze di vedute e proposte che potrebbero contribuire al miglioramento sia del processo formativo - attraverso una fusione di metodiche - che delle condizioni ergonomiche lavorative nei rapporti con le imprese committenti - attraverso la creazione di un documento di integrazione al Documento di Valutazione dei Rischi -.
Ritengo importante sottolineare quanto l’aver vissuto una tale esperienza mi abbia permesso di applicare quanto nel corso degli anni avevo recepito solo su piani teorici contribuendo, in questo modo, ad una mia crescita culturale.

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1 INTRODUZIONE Legislazione europea in materia di sicurezza sul lavoro Evoluzione storica della politica sociale nell’ Unione Europea “La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ha oggi in tutti gli Stati europei una centralità che è stata positivamente influenzata, nel corso degli anni, dall'affermarsi di una legislazione comunitaria specifica, di carattere generale e di carattere tecnico, la quale ha avuto un positivo ruolo di promozione e di impulso nei confronti dei sistemi nazionali. A ciò va aggiunto un grado di maggiore maturazione in tutti gli Stati per l'adozione di modalità di recepimento delle direttive comunitarie capaci di portare ad un sistema giuridico sostanzialmente omogeneo” 1 . La Comunità, ora Unione Europea, è nata con l’ obiettivo di instaurare un mercato comune e di superare quelle differenze giuridiche che potessero contrastarlo. Sin dalla sua origine ha dato, o comunque ha cercato di dare, attenzione alla dimensione 1 Si veda anche Ombuen G. Introduzione al D.Lgs 626/94, iims, 2004, pp. 10-20, in quanto utile riferimento per il capitolo introduttivo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Romano Bergami Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2494 click dal 28/09/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.