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Gli istituti di moneta elettronica

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Del Macchia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Elisabetta Bani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche negli ultimi anni ha comportato un'innovazione anche sui sistemi di pagamento. L'esplosione della rete ha dato origine alla predisposizione di strumenti di pagamento utilizzabili in Internet per l'acquisto di beni e servizi, caratterizzati dall'utilizzi di procedure elettroniche per l'invio, la raccolta e l'elaborazione delle informazioni sulle quali si basano i trasferimenti monetari.
Un ruolo di primo piano è stato progressivamente conquistato dalla moneta elettronica.
Il presente lavoro ha inteso descrivere l'evoluzione della disciplina comunitaria relativa alla moneta elettronica partendo dai primi atti non vincolanti.
Particolare riguardo è stato rivolto alla disciplina dei soggetti abilitati ad emettere moneta elettronica senza tralasciare tuttavia una breve analisi sulla sua definizione normativa e dei suoi elementi caratteristici.
In merito agli Istituti di moneta elettronica, la loro disciplina solleva problematiche delicate in relazione sia all'attività svolta che al loro rapporto con le banche. ovvero gli unici enti che insieme a quest'ultimi sono autorizzati all'emissione dello strumento di pagamento.
Infine è stato preso in considerazione il recepimento da parte dell'ordinamento italiano della normativa comunitaria ed in particolare l'impatto sulla disciplina bancaria preesistente.

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Introduzione Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche negli ultimi anni ha comportato un'innovazione anche sui sistemi di pagamento. L'esplosione della rete ha dato origine alla predisposizione di strumenti di pagamento utilizzabili in Internet per l'acquisto di beni e servizi, caratterizzati dall'utilizzo di procedure elettroniche per l'invio, la raccolta e l'elaborazione delle informazioni sulle quali si basano i trasferimenti monetari. Un ruolo di primo piano è stato progressivamente conquistato dalla moneta elettronica, il cui utilizzo seppur ancora limitato in Italia come in altri Paesi, non le ha impedito di affermarsi tra gli strumenti con maggiori potenzialità di diffusione. Tale strumento definito dalla dottrina 1 come “quarta generazione dei mezzi di pagamento” perché il suo avvento succede alla moneta legale, scritturale e bancaria, presenta, per le sue caratteristiche, notevoli vantaggi per i consumatori. Tutto ciò ha indotto le maggiori istituzioni nazionali ed internazionali a rivolgere fin da subito l'attenzione ai problemi che potevano insorgere in assenza di una disciplina giuridica giungendo così ad emanare una normativa organica articolata in due direttive, la 2000/28/CE e la 2000/46/CE. Quest'ultima ha regolamentato nell'ordinamento europeo la fattispecie degli Istituti di Moneta Elettronica. Le Autorità comunitarie hanno elaborato nei propri documenti molteplici definizioni di moneta elettronica distinguibili proprio in base al grado di evoluzione tecnica. La sua definizione ha visto nascere un vivace dibattito tra studiosi, esperti di mercato e autorità di controllo. Per molti aspetti il problema è ancora aperto, nonostante gli sviluppi intercorsi nella regolamentazione del fenomeno. 1 PACILEO P., La disciplina della moneta elettronica a seguito del recepimento della direttive 2000/46/CE e 2000/28/CE nell'ordinamento italiano, in Dir. informazione e informatica, 2005 1

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Parole chiave

direttiva 2000/12/ce
direttiva 2000/28/ce
direttiva 2000/46/ce
emissione di moneta elettronica
ente creditizio
erogazione del credito
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intermediari non bancari
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