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Il Gusto del Sakè. Estetica dell'espressione nel cinema di Ozu.

L'idea di una tesi su Ozu nasce da una domanda fatta durante una notte insonne.
Stavo guardando Sanma no aji, proposto da Enrico Ghezzi nel programma “Fuori Orario” e mi sono chiesto: perché questo film, dove non succede praticamente niente, mi coinvolge così tanto?
La domanda si è fatta sempre più profonda di fronte a titoli come Akibyori o Chichi Ariki, pellicole che rappresentavano la gente comune di un Giappone postbellico, apparentemente senza un reale intento registico, ma capaci di esprimere sentimenti chiari e, al contempo, confusi, indefinibili, inspiegabili.
Le lezioni di Elio Franzini sull'estetica dell'espressione e quelle di Mauro Carbone sulla recherche di Proust mi hanno convinto a cercare un rapporto tra l'estetica occidentale e l'opera di Ozu, eliminando i pregiudizi di “regista troppo ermetico”, evitando di coinvolgere lo zen e considerando il cineasta come artista universalmente riconosciuto.

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INTRODUZIONE L'idea di una tesi su Ozu nasce da una domanda fatta durante una notte insonne. Stavo guardando Sanma no aji, proposto da Enrico Ghezzi nel programma “Fuori Orario” e mi sono chiesto: perché questo film, dove non succede praticamente niente, mi coinvolge così tanto? La domanda si è fatta sempre più profonda di fronte a titoli come Akibyori o Chichi Ariki, pellicole che rappresentavano la gente comune di un Giappone postbellico, apparentemente senza un reale intento registico, ma capaci di esprimere sentimenti chiari e, al contempo, confusi, indefinibili, inspiegabili. Le lezioni di Elio Franzini sull'estetica dell'espressione e quelle di Mauro Carbone sulla Recherche di Proust mi hanno convinto a cercare un rapporto tra l'estetica occidentale e l'opera di Ozu, eliminando i pregiudizi di “regista troppo ermetico”, evitando di coinvolgere lo zen e considerando il cineasta come artista universalmente riconosciuto. Il primo capitolo è quindi incentrato sulla figura di Ozu. Attraverso la sua biografia e l'analisi del suo particolare stile di realizzazione filmica, si vengono a configurare le basi per esaminare queste tematiche dal punto di vista di un'estetica dell'espressione. Dario Tomasi, professore di Semiologia del cinema all'Università di Torino, ha contribuito molto alla realizzazione tecnica di questa prima parte, sia indirettamente col suo libro Ozu Yasujirō, sia direttamente fornendomi del materiale piuttosto raro, così che è bastato il mio mediocre giapponese a superare alcuni ostacoli culturali e linguistici. Il capitolo si conclude con l'analisi dello stile “ozuesque” (aggettivo tratto dal 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Jacopo Costa Buranelli Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2015 click dal 04/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.