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Analisi e progettazione dell'evoluzione della Corporate University a Corporate University Telematica - Ipotesi progettuale Luxottica

Questo lavoro vuole studiare l’evoluzione delle Corporate Universities e un ottimo modo per farlo è vedere come stia cambiando la modalità con cui questi strumenti generano valore nelle imprese. Il secondo capitolo parte proprio da tale quesito.

Prima di tutto bisogna capirsi su cosa si intenda per valore. I tempi discontinui in cui ci si trova a vivere hanno reso infatti obsoleto il più importante contributo alla sua modellizzazione – la catena di Porter – e se è lo studioso stesso a denunciare l’incapa-cità del suo famosissimo modello di penetrare nella scatola nera delle imprese moderne, è chiaro che usare tale cornice per cercare il potenziale contributo di apprendi-mento e Corporate Universities alle organizzazioni non porterebbe a grandi risultati.

Bisogna riconoscere che la diffusione della comunicazione multimediale e lo svi-luppo delle tecnologie di rete abbiano determinato le condizioni affinché la creazione di profittabilità esuberasse la catena del valore fisica per coinvolgere quella virtuale del-le attività immateriali. Queste affiancano e supportano i vari processi dell’impresa – in-tegrando, allineando e coordinando i suoi obiettivi a quelli di partner e clienti.

Si crea così un intreccio di attività virtuali e fisiche che è stato chiamato DNA del valore e che – tra i suoi pregi – permettere di «vedere» il ruolo centrale dell’individuo (o meglio del suo fattore produttivo da 1,3 kg) all’interno delle logiche aziendali, oltre che il con-tributo che l’apprendimento possa fornire alle imprese di oggi e domani.

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» Prefazione di Salvatore Garbellano 1 n Italia sono pochi gli studi organici sulle Corporate University (CU). Qualche ar- ticolo pubblicato su alcune riviste di management, studi e ricerche effettuate pre- valentemente all’interno di poche grandi aziende, un unico libro pubblicato nel 2006 2 . All’estero la situazione é ben diversa: dopo la pubblicazione del fondamentale libro della Meister del 1998 3 , sono nate associazioni per lo scambio di esperienze e ben- chmarking, sono stati pubblicati articoli e libri; in Germania, negli anni scorsi, lo Sta- to ha finanziato una ricerca sulla diffusione delle CU tra le grandi aziende per com- prendere la portata e gli effetti sull’intero sistema di formazione manageriale. Potrebbe essere interessante indagare i motivi e le cause di questo ennesimo “gap” (o più semplicemente specificità) tra l’Italia e il resto dei Paesi più avanzati. È il numero relativamente ridotto di grandi aziende? È la conseguenza dei profondi pro- cessi di cambiamento e di ristrutturazione che hanno interessato molte grandi orga- nizzazioni italiane? È indice di un minore peso e prestigio del management italiano? O è un problema che concerne la qualità dell’offerta formativa espressa dal sistema di education in Italia? Non è questa la sede per porsi queste domande. Ma la tesi in e- same costituisce un indubbio segnale di interesse verso un fenomeno complesso e ri- levante per la competitività delle imprese e del Paese. È un segnale di interesse che segue altri provenienti dal sistema produttivo italiano. Oltre alle attività delle CU più consolidate (ad esempio ISVOR Fiat e ENI Corporate University) che proseguono le loro attività con le loro alterne vicende collegate ai ri- sultati economici e agli indirizzi di politica aziendale, diverse prestigiose organizza- zioni stanno creando o rilanciando le unità organizzative dedicate alla formazione fi- nalizzata all’implementazione delle strategie, al cambiamento e all’innovazione. 1 Esperto di formazione e consulente di gestione e sviluppo del personale, Salvatore Garbellano è stato coordinatore del comitato scientifico e responsabile delle attività di benchmarking dell’IS- VOR Fiat. Ha realizzato programmi istituzionali per la celebre casa automobilistica e percorsi di formazione per grandi aziende e organizzazioni pubbliche (arma dei carabinieri, provincia di Tori- no, regione Friuli Venezia Giulia, ecc). Attualmente è responsabile dell’area “pubblica ammini- strazione” della fondazione ISTUD. Ha tenuto corsi presso le università di Torino, Novara e Piacen- za. È autore di tre libri: “Learning organization” (1993), “Modelli manageriali emergenti” (premio Scanno 1994) e “Apprendere per innovare” (2006). Ha pubblicato numerosi articoli sulle principali riviste di management (L’impresa, Sviluppo e Organizzazione, Hamlet, Lettera Asfor, EFMD Bulle- tin, Iter, ecc) ed è una delle voci più autorevoli in Italia nel campo delle Corporate Universities. 2 Il libro è “Apprendere per innovare” scritto dallo stesso Garbellano per Franco Angeli [N.d.A.]. 3 “Corporate universities – Lessons in building a world-class workforce”. New York: McGraw-Hill”. I

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luca Gastaldi Contatta »

Composta da 259 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.