Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il microcredito: aspetti teorici ed empirici

Il credito è uno degli strumenti per uscire dalla povertà ma, ancora tutt’oggi i poveri hanno difficoltà ad ottenere credito perché, non essendo in possesso di garanzie reali, sono esclusi dal sistema bancario tradizionale. Questo problema va sotto il nome di “razionamento del credito” che si origina nel momento in cui il mercato del credito non è in equilibrio a causa di un tasso d’interesse inefficace. Ho affrontato questo argomento in quanto affianco la convinzione che il microcredito rappresenti una delle risposte alle difficoltà di accesso al credito in quanto concede a ciascuno la possibilità di “liberare” le proprie potenzialità imprenditoriali, diritto riconosciuto dalla stessa Carta Costituzionale.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione «Ogni persona ha diritto ad un tenore di vita che garantisca la salute e il benessere dell’individuo e della sua famiglia, in particolare per quanto riguarda il cibo, il vestiario, la casa, l’assistenza medica e i servizi sociali necessari; essa ha diritto a essere garantita in caso di disoccupazione, malattia, inabilità, vedovanza, vecchiaia, e in mancanza di fonti di sopravvivenza per circostanze esterne alla sua volontà». Questo è quanto afferma l’articolo 25 della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo” adottata dall’assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, la quale inoltre precisa che le nazioni firmatarie debbono assicurare il riconoscimento e l’osservanza di tali diritti. La realtà tutt’oggi è ben diversa: la povertà determina una condizione che nega non solo alcuni, ma tutti i diritti umani. I poveri sulla Terra sono stimati in 1 miliardo e 200 milioni di persone, i quali riescono a produrre “soltanto” l’1% del risparmio mondiale: La stessa fascia di popolazione riceve appena lo 0,2% del credito mondiale. E’ come dire che 4 centesimi su 5 del risparmio dei poveri vengono “prestati” dal sistema finanziario ai più ricchi. La povertà, tuttavia, non si identifica con la massa dei dati statistici da cui spesso ci si sente sopraffatti. E non è neppure un campo di concentramento dove la gente viene rinchiusa e dimenticata fino alla morte. Essere poveri è come vivere circondati da alte mura: la povertà è una condizione che paralizza l’uomo nella sua essenza più profonda, è una malattia che paralizza il corpo e la mente, con la quale ingenti settori della popolazione hanno imparato, e si sono rassegnati, a convivere. L’accesso al credito istituzionale non è, e non dovrà mai essere concepito come un pacco gettato oltre il muro per dare brevemente sollievo a quelle esistenze disperate, bensì come un modo per aiutare le persone a chiamare a raccolta la volontà e la forza per incrinare ed abbattere quelle mura. Pertanto, la povertà consiste innanzitutto nella mancanza di un reddito acquisito in maniera autonoma nel rispetto della dignità umana. In altre parole, sia

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Annamaria Borea Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3785 click dal 05/10/2007.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.