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Modellizzazione emotiva nell'esecuzione assistita di compiti complessi

L'interazione tra uomo e calcolatore viene generalmente immaginata come un processo in cui il primo impartisce comandi, mentre il secondo li esegue.
In alcuni casi, però, i ruoli si invertono, ed è l'umano ad eseguire le istruzioni comunicate dalla macchina. È il caso ad esempio di alcune funzionalità di assistenza all'interazione task-oriented fornite dai sistemi di aiuto in linea, i quali possono presentare all'utente la sequenza di istruzioni necessarie per eseguire un'azione complessa. Un altro esempio è costituito da alcune categorie specifiche di assistenti intelligenti in grado di guidare l'utente verso il completamento di un compito, monitorandolo nell'esecuzione delle singole azioni.
Benché l'uomo possa funzionare come sistema esecutore di algoritmi, tuttavia, non sempre è sufficiente presentargli una procedura per fare in modo che egli la eseguirà effettivamente. È infatti necessario che egli capisca il contenuto di ogni istruzione, che creda di poter eseguire le corrispondenti azioni, e che tali credenze corrispondano ad effettive capacità di esecuzione. Deve inoltre essere motivato a seguire le istruzioni: deve cioè avere voglia di eseguirle. Lo stato emotivo e cognitivo di una persona, infine, possono influire pesantemente sulle sue capacità di esecuzione. Queste considerazioni possono aiutare a spiegare perché molti dei sistemi di assistenza all'esecuzione non hanno avuto molto successo. Le procedure da essi comunicate erano infatti sostanzialmente rigide, non adattate all'utente.
L'ipotesi avanzata in questa tesi è quella secondo cui, per guidare in modo efficace l'utente all'esecuzione di un compito complesso, un sistema di assistenza debba adattarsi non soltanto alle azioni eseguibili dall'utente stesso ma anche al suo stato emotivo e cognitivo. Ciò richiede che il sistema di assistenza sia in grado di costruire un modello dello stato emotivo dell'utente.
Fino a pochi anni fa tale possibilità sarebbe stata considerata improponibile. Recentemente, tuttavia, i progressi della ricerca scientifica sulle emozioni hanno fatto intravedere la possibilità di un loro trattamento in ambito computazionale. Parte del mondo della ricerca ha quindi ritenuto che i tempi fossero maturi per dare l'avvio ad un nuovo ambito di ricerca a cui è stato dato il nome di affective computing. Benchè tale disciplina si possa considerare alle prime fasi del suo sviluppo, è ad essa che oggi si può fare riferimento nell'affrontare questioni comprendenti quella relativa alla modellizzazione emotiva.
L'obiettivo del lavoro di tesi si colloca nell'ambito citato, e può essere riassunto nei seguenti punti:

- individuazione e precisazione di un paradigma con cui caratterizzare l'assistenza all'esecuzione dei compiti complessi;
- studio delle potenzialità offerte dall'introduzione, nel sistema di assistenza considerato, di un modello dello stato cognitivo-emotivo dell'utente;
- sviluppo di un prototipo nel quale implementare una parte rappresentativa del paradigma di assistenza.

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1 Introduzione L’interazione tra uomo e calcolatore viene generalmente immaginata come un processo in cui il primo impartisce comandi, mentre il secondo li esegue. In alcuni casi, però, i ruoli si invertono, ed è l’umano ad eseguire le istruzioni comunicate dalla macchina. È il caso ad esempio di alcune funzionalità di assistenza all’interazione task-oriented fornite dai sistemi di aiuto in linea, i quali possono presentare all’utente la sequenza di istruzioni necessarie per eseguire un’azione complessa. Un altro esempio è costituito da alcune categorie specifiche di assistenti intelligenti in grado di guidare l’utente verso il completamento di un compito, monitorandolo nell’esecuzione delle singole azioni. Benché l’uomo possa funzionare come sistema esecutore di algoritmi, tuttavia, non sempre è sufficiente presentargli una procedura per fare in modo che egli la eseguirà effettivamente. È infatti necessario che egli capisca il contenuto di ogni istruzione, che creda di poter eseguire le corrispondenti azioni, e che tali credenze corrispond ano ad effettive capacità di esecuzione. Deve inoltre essere motivato a seguire le istruzioni: deve cioè avere voglia di eseguirle. Lo stato emotivo e cognitivo di una persona, infine, possono influire pesantemente sulle sue capacità di esecuzione. Queste considerazioni possono aiutare a spiegare perché molti dei sistemi di assistenza all’esecuzione non hanno avuto molto successo. Le procedure da essi comunicate erano infatti sostanzia lmente rigide, non adattate all’utente. L’ipotesi avanzata in questa tesi è quella secondo cui, per guidare in modo efficace l’utente all’esecuzione di un compito complesso, un sistema di assistenza debba adattarsi non soltanto alle azioni eseguibili dall’utente stesso ma anche al suo stato

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Alessandro Valitutti Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.