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Percezione del rischio e comportamento sicuro in ambiti professionali: un caso aziendale

Informazioni tesi

  Autore: Marta Congedi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia delle Organizzazioni e del Marketing
  Relatore: Carlo Galimberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

Il presente lavoro riguarda la percezione del rischio e la sicurezza in ambiti professionali.
Consiste in un progetto di ricerca-intervento che parte da un approfondimento teorico e metodologico e arriva all’implementazione di un sistema di sicurezza integrato.
Il primo capitolo svolge uno studio dal punto di vista legislativo: sono esplicitate le normative vigenti in Italia per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, in primis il D. Lgs. n.626/94, gli antecedenti giuridici e gli sviluppi futuribili, ossia la costituzione ormai imminente di un Testo Unico per la salute e la sicurezza sul lavoro.
A questa prima parte di analisi giuridica, segue un capitolo metodologico: per avviare un adeguato processo di ricerca-intervento è necessario esplorare i vari strumenti di cui uno psicologo può avvalersi.
La prospettiva che si è adottata è quella qualitativa, ritenuta l’ideale per cogliere gli aspetti culturali espliciti e, soprattutto, impliciti dell’organizzazione, passando attraverso il focus sulla soggettività dei suoi membri. In particolare, sono stati analizzati strumenti quali l’osservazione, nelle sue diverse accezioni, l’intervista e l’approccio della Behavioral Based Safety. Quest’ultimo è incentrato su una nuova metodologia imperniata sulla costruzione di un cambiamento culturale, avviato attraverso due logiche integrate: una premiante, basata sul rinforzo dei comportamenti sicuri e sulla disincentivazione di quelli a rischio; l’altra di bottom-up, ossia di osservazione reciproca del comportamento da parte dei lavoratori di ugual livello.
Il terzo capitolo è volto a illustrare un altro aspetto teorico, questa volta più propriamente psico-sociale: la percezione del rischio. Infatti, il modo in cui sono percepite le contingenze in essere quando si agisce o quando si stimano le conseguenze delle proprie azioni, influenza il comportamento delle persone. Molto spesso, alla base di comportamenti insicuri vi sono componenti come l’abitudine, un’eccessiva sicurezza in se stessi, la distrazione e la fretta, tutti aspetti che denotano un’errata percezione del rischio. Il capitolo, quindi, ha il fine di segnare i limiti del concetto di rischio, esplicitare le strategie di analisi e di fronteggiamento delle persone e le influenze socioculturali, soprattutto in ambito professionale.
L’ultimo capitolo è incentrato sul progetto di collaborazione che abbiamo avviato con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di una delle sedi italiane della multinazionale Sealed Air, quella di Passirana.

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6 Introduzione Il presente lavoro riguarda un tema particolarmente scottante e portato, negli ultimi anni, alla ribalta dai media: la percezione del rischio e la sicurezza in ambiti professionali. Questo lavoro si configura come la riflessione circa una ricerca-intervento: esso, infatti, ha avuto il via dall’incontro tra i nostri interessi di studio e le esigenze concrete di implementazione di una nuova procedura di sicurezza da parte di un’azienda. In questo modo è stato possibile sviluppare un processo di ricerca che passasse dall’approfondimento teorico e metodologico all’analisi sul campo dei concetti analizzati, fino alla progettazione di un intervento che mettesse in moto un processo di cambiamento. Per sviluppare tale progetto, in primo luogo è stato necessario svolgere uno studio dal punto di vista legislativo. Nel primo capitolo, quindi, sono esplicitate le normative vigenti in Italia per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, in primis il D. Lgs. n.626/94, gli antecedenti giuridici e gli sviluppi futuribili, ossia la costituzione ormai imminente di un Testo Unico per la salute e la sicurezza sul lavoro. A questa prima parte di analisi giuridica, segue un capitolo metodologico: per avviare un adeguato processo di ricerca-intervento è necessario esplorare i vari strumenti di cui uno psicologo può avvalersi. La prospettiva che si è adottata è quella qualitativa, ritenuta l’ideale per cogliere gli aspetti culturali espliciti e, soprattutto, impliciti dell’organizzazione, passando attraverso il focus sulla soggettività dei suoi membri. In particolare, sono stati analizzati strumenti quali l’osservazione, nelle sue diverse accezioni, l’intervista e l’approccio della Behavioral Based Safety. Quest’ultimo è incentrato su una nuova metodologia imperniata sulla costruzione di un cambiamento culturale, avviato attraverso due logiche integrate: una premiante, basata sul rinforzo dei comportamenti sicuri e sulla disincentivazione di quelli a rischio; l’altra di bottom-up, ossia di osservazione reciproca del comportamento da parte dei lavoratori di ugual livello. Il terzo capitolo è volto a illustrare un altro aspetto teorico, questa volta più propriamente psico-sociale: la percezione del rischio. Infatti, il modo in cui sono percepite le contingenze in

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Parole chiave

626/94
gruppo lavoro
metodologia di ricerca
percezione del rischio
ricerca azione
ricerca-intervento
sicurezza
sicurezza sul lavoro
sistemi sicurezza integrati

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