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L'episodio ilare. Caratteristiche e funzione della risata

Partendo da un primo excursus storico sulle varie concezioni degli antichi Greci (cfr. Platone, Aristotele), sono approdata ai primi abbozzi di teorie atte a spiegare la risata: la teoria dell’incongruità vs. la teoria dello sfogo. Mentre per la prima la risata è un atto di vanità, l’espressione di superiorità di un uomo su un altro; la seconda vede il ridere come un atto utile a procurare sollievo dallo stress quotidiano.
Ed è allontanandomi da queste teorie che ho potuto però trovare la reale e prima funzione della risata: quella sociale, verificando come il sorriso sia presente non solo negli uomini ma anche negli animali.
Inoltre, dopo aver verificato che esiste una predisposizione genetica per la risata, ho proceduto ad esaminare quali fossero le patologie e le situazioni che possono portarci a ridere. Ed è grazie all’esame di diverse malattie che ho potuto verificare quelli che sono i correlati anatomici della risata.
Dopo l’esposizione di esperimenti e barzellette, il mio “viaggio” approda alla teoria degli script, del linguista Victor Raskin, che ho ritenuto essere la più accreditata al momento per spiegare la risata. Qui, il concetto fondamentale è quello di script: l’insieme delle voci che una data parola evoca. Sarebbero proprio le immagini da questa suscitate a permetterci di ridere.

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3 Introduzione L’elaborato finale, qui esposto, ha come argomento la risata. A lungo mi sono chiesta quale potesse essere la strada da percorrere in vista di una tesi temporalmente sempre più imminente. E la risata, devo dire, mi è sembrata la scelta migliore che potessi fare. Probabilmente perché nella mia infanzia, pur trascorsa serena, la maggior parte delle mie esperienze di bambina sono state votate più al sacrificio che al sorriso. Poi, con la crescita, mi sono resa conto invece di quanto fosse importante affrontare la vita con più leggerezza, con un sorriso in più piuttosto che con uno in meno. Ed è proprio alla luce di questo che ho cercato di sviscerare un argomento così poco studiato negli anni passati, ma che ritengo avere una rilevanza fondamentale non solo per future ricerche ma anche e soprattutto per la vita quotidiana di ciascuno di noi. Dunque, partendo da un primo excursus storico sulle varie concezioni degli antichi Greci (cfr. Platone, Aristotele), sono approdata ai primi abbozzi di teorie atte a spiegare la risata: la teoria dell’incongruità vs. la teoria dello sfogo. Mentre per la prima la risata è un atto di vanità, l’espressione di superiorità di un uomo su un altro; la seconda vede il ridere come un atto utile a procurare sollievo dallo stress quotidiano. Ed è allontanandomi da queste teorie che ho potuto però trovare la reale e prima funzione della risata: quella sociale, verificando come il sorriso sia presente non solo negli uomini ma anche negli animali. Inoltre, dopo aver verificato che esiste una predisposizione genetica per la risata, ho proceduto a d esaminare quali fossero le patologie e le situazioni che possono portarci a ridere. Ed è grazie all’esame di diverse malattie che ho potuto verificare quelli che sono i correlati anatomici della risata. Dopo l’esposizione di esperimenti e barzellette, il mio “viaggio” approda alla teoria degli script, del linguista Victor Raskin, che ho ritenuto essere la più accreditata al momento per spiegare la risata. Qui, il concetto fondamentale è quello di script: l’insieme delle voci che una data parola evoca. Sarebbero proprio le immagini da questa suscitate a permetterci di ridere.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Federica Campana Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.