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La finestra catodica: comunicazione televisiva ed effetti di realtà

Questa tesi è il frutto di un’osservazione sull’attuale palinsesto televisivo, dominato soprattutto da fiction e reality show. Alla fine degli anni ’60 Andy Warhol disse che in futuro tutti avrebbero potuto essere famosi per 15 minuti. Grazie alle moderne tecnologie, la premonizione dell’artista americano oggi è realtà. Il piccolo schermo è diventato una sorta di “ufficio di collocamento”: ognuno di noi vuole accedervi per ottenere ricchezza e fama. La molla che fa scattare il desiderio di partecipare suona di questo tipo: “cosa hanno loro che io non ho? Se possono stare lì vuol dire che posso starci anche io”. L’immagine della televisione che trapela da un tale atteggiamento è quella di un luogo senza qualità, dove non esistono competenze specifiche, saperi personali. Ci troviamo di fronte a una comunicazione televisiva che finisce per disconnettersi con l’esterno per ripiegarsi su se stessa, fino al cortocircuito mediatico. Chiamati a infarcire talk show e contenitori domenicali, i protagonisti dei vari show vengono spalmati sull’intero palinsesto, dando vita al fenomeno del nomadismo televisivo. I reality sono il nuovo modo di fare tv e non si può fare a meno di prenderli in considerazione. Negli ultimi anni questo genere sta subendo dei cambiamenti. Innanzitutto possiamo notare che l’unico programma animato da persone comuni è il Grande Fratello; che poi tanto comuni non sono. C’è chi ha vinto concorsi di bellezza, chi ha già partecipato ad altre trasmissioni. Ora l’interesse del pubblico si sta spostando sui celebrity show. Non c'è più alcuna pretesa di analisi psico-sociologica; le curiosità sono divenute di tipo più spiccio: come si comporterà il vip di turno messo in condizioni di vita disagevoli? Quanto litigheranno i partecipanti? Il reality fa sì che l’atteggiamento voyeuristico del telespettatore si incroci con la pulsione narcisistica ad essere osservati in ogni momento della giornata. La nuova parola d’ordine dell’identificazione televisiva è: “io mi identifico col mio prossimo perché potrei essere io al posto suo”, mentre il modello prevalente finora era: “io mi identifico col mio eroe perché mi piacerebbe somigliare a lui”. L'importanza cruciale del casting per la scelta dei concorrenti è testimonianza del meccanismo costruito proprio sulla rispecchiabilità. A questo scopo, vengono scelti partecipanti non particolarmente meritevoli o preparati, ma in grado di rivestire ruoli archetipi (la possibile coppia, il ribelle, l'ingenuo). Si crea, in questo modo, un’idea di realtà-specchio dalla quale il telespettatore è fortemente attratto.

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1 INTRODUZIONE “Da Big Brother in poi la tv non sarà più la stessa 1 ”. È una frase che è rimbalzata dai giornali alla tv e alla rete. “E’ un evento che si sposa con la società multimediale e racchiude tutti i generi: un reality show, una soap opera scritta dagli attori, un gioco, uno psicodramma e una candid camera 2 ”. L’osservazione è di Marco Basetti (responsabile della Aran Endemol, società produttrice del programma), il quale, in tempi non sospetti, dichiarava che con Big Brother si sarebbe inaugurato un nuovo percorso televisivo, ipotesi che trova conferma nella continua proliferazione dei reality “stile Big Brother”. Big Brother ha sistematizzato in un gioco globale la reality tv dalle sue origini a oggi attirando a sé tutti i flussi di reale che i generi singolarmente veicolano: ha delimitato il perimetro di un macrogenere trasformandolo in un format facilmente riproducibile nella sua struttura globale che, infatti, riempita di contenuti locali e differenti, è attualmente all’apoteosi della moltiplicazione. Questo macrogenere trasformato in format continua a debordare incontenibilmente e a spalmarsi nei palinsesti televisivi di tutto il mondo. Big Brother ci ha attirati in un luogo più attraente della vita perché è costruito in modo tale da realizzare un sogno: quello di essere raccontati 3 . L’essere raccontati qui assume diverse accezioni: Big Brother ti dà la possibilità di raccontarti (la casa è luogo predisposto per la comunicazione) e di sentirti raccontato (nel processo di identificazione che innesca). I produttori e gli attori di un programma reality concentrano i loro sforzi sull’ effetto reale. Tutto deve sembrare vero per non rompere il contratto di verosimiglianza 1 S. FUMAROLA, “Grande Fratello, si riparte nella casa blindata”, La Repubblica, 13 settembre 2000 2 C. DEMARIA, 2002, pag. 240 3 Id., 2002, pag. 241

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Rosaria Masucci Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.