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Antichi timori e nuovi freddi - Una rinata potenza per una nuova Guerra Fredda?

La dissertazione vuole essere un’analisi dell’attuale scenario internazionale, in particolare degli ultimi eventi che, con i loro sviluppi, stanno riproponendo una situazione con aspetti che, in qualche modo, richiamano gli anni della Guerra Fredda.

Oggi la Russia si sente minacciata dalle aspirazioni statunitensi e dalla continua espansione dell’Unione Europea accompagnata da quella Nato. Con la caduta dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno cominciato a rivestire il ruolo di unica superpotenza all’interno di un mondo che non era in grado di fornirle un’alternativa. Nel corso degli anni novanta gli USA hanno avuto modo di marcare questo loro primato; in varie occasioni Washington ha imposto le sue linee, scavalcando anche istituzioni internazionali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Gli attacchi subiti l’11 settembre 2001 hanno rappresentato l’occasione per cambiare ed applicare una nuova strategia. Essa è stata orientata verso la creazione di contromisure per prevenire e affrontare al meglio situazioni ritenute “pericolose” che nel tempo potrebbero trasformarsi in reali minacce. La Casa Bianca ha concepito e sviluppato un intervento anglo – americano in Iraq, incrementato la propria presenza economica e politica in paesi - chiave, per l’assetto di aree soprattutto est europei (Polonia, Ucraina, Bulgaria, Romania).

Negli ultimi mesi ha inoltre “proposto – imposto” l’allargamento del suo scudo missilistico all’Europa Orientale, scatenando innumerevoli polemiche.

La Russia, ripresasi lentamente dallo shock determinato dalla caduta libera della fine della Guerra Fredda, ha cominciato a reagire e a mostrare una nuova capacità di elaborazione strategica. La sua è una politica impiantata sul concetto di “multipolarità” da opporre a quello unipolare insito nella realtà degli Stati Uniti. Perciò, abbandonata ogni palese aspirazione di competizione sul piano militare, Mosca ha cominciato a tessere una fitta rete di rapporti:internazionali dalla Cina all’India, dall’Unione Europea all’America Latina fino a giungere ai rapporti stretti con quei paesi che Washington denomina “stati canaglia”. Ma l’arma russa più affilata è rappresentata dalle risorse energetiche. La Russia è il terzo paese produttore di petrolio, dopo Arabia Saudita e Kuwait. I suoi rubinetti forniscono la maggior parte dei paesi europei, molti asiatici e alcuni tra quelli africani. L’oro nero, dunque, così come il gas, rappresenta la nuova vera leva di politica estera, perfettamente in grado di condizionare sia l’agenda internazionale che la politica estera dei singoli paesi, Stati Uniti in testa.

Gli elementi di frizione tra le due maggiori potenze mondiali si susseguono giorno dopo giorno, soprattutto negli aspetti declaratori. Taluni aspetti, eclatanti, hanno ispirato nel linguaggio dei media, il ritorno a contrapposizioni tipiche degli anni più bui della Guerra Fredda.

Di fronte alla difficile comunicazione tra i vari soggetti internazionali, la prima soluzione riguarda la valorizzazione di un’agorà in cui potersi confrontare e poter discutere e trovare linee di soluzione.

Indispensabile risulterà la rivalutazione del ruolo delle Nazioni Unite. Occorrerà creare un quadro giuridico e organizzativo più solido in grado di assicurare la legittimità, la coerenza e il coordinamento degli sforzi necessari al fine di difendere la pace internazionale.

All’interno di un mercato globale come quello odierno, importante risulterà ancora l’azione organizzatrice del World Trade Organisation. Si tratta di una autorevole agorà, in cui il dialogo e l’equo confronto potrebbero garantire un necessario riequilibrio economico e assicurare maggiori garanzie per disinnescare latenti tensioni internazionali. Di fronte alla contrapposizione tra Russia e Stati Uniti, potrebbe acquistare maggior rilevanza anche la presenza dell’Unione Europea, soprattutto se riuscirà ad esprimersi con voce unitaria, per l’equilibrio e la composizione delle diverse tensioni internazionali.

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5 Introduzione La dissertazione vuole essere un’analisi dell’attuale scenario internazionale, in particolare degli ultimi eventi che, con i loro sviluppi, stanno riproponendo una situazione con aspetti che, in qualche modo, richiamano gli anni della Guerra Fredda. Oggi la Russia si sente minacciata dalle aspirazioni statunitensi e dalla continua espansione dell’Unione Europea accompagnata da quella Nato. Con la caduta dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno cominciato a rivestire il ruolo di unica superpotenza all’interno di un mondo che non era in grado di fornirle un’alternativa. Nel corso degli anni novanta gli USA hanno avuto modo di marcare questo loro primato; in varie occasioni Washington ha imposto le sue linee, scavalcando anche istituzioni internazionali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Gli attacchi subiti l’11 settembre 2001 hanno rappresentato l’occasione per cambiare ed applicare una nuova strategia. Essa è stata orientata verso la creazione di contromisure per prevenire e affrontare al meglio situazioni ritenute “pericolose” che nel tempo potrebbero trasformarsi in reali minacce. La Casa Bianca ha concepito e sviluppato un intervento anglo – americano in Iraq, incrementato la propria presenza economica e politica in paesi - chiave, per l’assetto di aree soprattutto est europei (Polonia, Ucraina, Bulgaria, Romania). Negli ultimi mesi ha inoltre “proposto – imposto” l’allargamento del suo scudo missilistico all’Europa Orientale, scatenando innumerevoli polemiche. La Russia, ripresasi lentamente dallo shock determinato dalla caduta libera della fine della Guerra Fredda, ha cominciato a reagire e a mostrare una nuova capacità di elaborazione strategica. La sua è una politica impiantata sul concetto di “multipolarità” da opporre a quello unipolare insito nella realtà degli Stati Uniti. Perciò, abbandonata ogni palese aspirazione di competizione sul piano militare, Mosca ha cominciato a tessere una fitta rete di rapporti:internazionali dalla Cina all’India, dall’Unione Europea all’America Latina fino a giungere ai rapporti stretti con quei paesi che Washington denomina

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Miriam D'ambrosio Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2239 click dal 16/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.