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''Talkin' about Shaft: can you dig it?''. Un'analisi delle implicazioni socio-culturali del testo cinematografico

La tesi è un'analisi sociosemiotica del film Shaft (USA 1971), capostipite del genere blaxploitation, e del contesto storico, sociale e produttivo in cui venne realizzato. Attraverso gli strumenti della sociologia della cultura, dei cultural studies e dello strutturalismo si indagano le rappresentazioni di genere, razza e classe sociale costruite dal testo, mentre con l'ausilio dei contributi teorici della sociologia dell'organizzazione e dell'economia politica si dà un resoconto del sistema produttivo hollywoodiano e delle strategie simboliche da esso utilizzate. Una parte conclusiva sul rapporto tra ideologia e cultura popolare si interroga sulle dinamiche di costruzione di senso nelle società mediacentriche.

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Introduzione We are not granted a temporary exemption from the ideological frames of our social existence when we enter a movie theatre. Graeme Turner, British Cultural Studies L’idea di questa tesi nasce da una passione cinematografica “onnivora” che con il tempo e l’avanzare delle conoscenze teoriche si è andata saldando con una prospettiva (nel senso letterale di “modo di vedere qualcosa”) sociologicamente orientata. Alla consapevolezza dell’importanza del posto occupato dai film cosiddetti “di genere” all’interno della produzione culturale contemporanea si è aggiunta la curiosità per gli aspetti meno trattati dalla critica ufficiale (giornali, riviste e, in misura assai minore, televisione), ovvero quelli, appunto, di rilevanza sociologica. Un film (come un disco, un romanzo, un programma televisivo) non è riducibile alla sua sola dimensione estetica o all’intreccio che sviluppa, o, meglio, tali elementi possono essere visti sotto una luce capace di metterne in risalto caratteristiche eccentriche rispetto all’obiettivo dichiarato della critica cinematografica, vale a dire un giudizio circa il valore artistico dell’oggetto in questione. Il giudizio viene in questa prospettiva weberianamente sospeso per quanto riguarda l’aspetto artistico, mentre lo sguardo si fa critico laddove si scorgono le tracce della costruzione, della conferma o della confutazione di stereotipi e mitologie più o meno consolidati. Nel presente lavoro si è scelto di concentrare l’attenzione sulle rappresentazioni di tre categorie sociali principali: razza, genere e classe. Oltre ad essere tre campi di studio “classici” della sociologia della cultura, essi rappresentano delle arene simboliche in cui misurare relazioni di potere e dei nuclei tematici centrali di buona parte delle produzioni discorsive a sfondo politico contemporanee, sia a livello locale che a livello globale. V

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Michele Lembo Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.