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La lingua di Ovidio nei Fasti

L’intento di questo lavoro è analizzare i Fasti di Ovidio (calendario civile ed astronomico latino in distici elegiaci composto fra il 3 e l’8 d.C. e rimasto incompiuto) in quanto prodotto linguistico con una precisa funzionalità storico-culturale. Uno degli approcci privilegiato all’analisi di un testo letterario resta infatti il metodo linguistico, nelle sue ulteriori specificazioni (che ricalcano la classificazione delle componenti di una lingua dalla più piccola unità linguistica, il fonema, alla più grande, il periodo) di “ANALISI FONETICO-MORFOLOGICA”, “ANALISI LESSICALE”, “ANALISI SINTATTICA” e “ANALISI STILISTICA”, riproposte in quest’ordine nella seconda parte di questo lavoro (per cui si vedano rispettivamente i CAPITOLI II, III, IV e V): questa metodologia ha infatti il merito di chiarire, attraverso l’analisi linguistica a più livelli di un testo letterario, il contesto sociale, politico e culturale (i cosiddetti realia) in cui si inserisce l’opera e il suo autore; a ciò si aggiunga che la metodologia linguistica è l’unica in grado di svelare i codici con cui una determinata produzione letteraria si esprime.

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7 L’intento di questo lavoro è analizzare i Fasti di Ovidio (calendario civile ed astronomico latino in distici elegiaci composto fra il 3 e l’8 d.C. e rimasto incompiuto) in quanto prodotto linguistico con una precisa funzionalità storico- culturale. Studi recenti 1 hanno rilevato che uno degli approcci privilegiato all’analisi di un testo letterario resta appunto il metodo linguistico, nelle sue ulteriori specificazioni (che ricalcano la classificazione delle componenti di una lingua dalla più piccola unità linguistica, il fonema, alla più grande, il periodo) di “ANALISI FONETICO-MORFOLOGICA”, “ANALISI LESSICALE”, “ANALISI SINTATTICA” e “ANALISI STILISTICA”, riproposte in quest’ordine nella seconda parte di questo lavoro (per cui si vedano rispettivamente i CAPITOLI II, III, IV e V): questa metodologia ha infatti il merito di chiarire, attraverso l’analisi linguistica a più livelli di un testo letterario, il contesto sociale, politico e culturale (i cosiddetti realia) in cui si inserisce l’opera e il suo autore; a ciò si aggiunga che la metodologia linguistica è l’unica in grado di svelare i codici con cui una determinata produzione letteraria si esprime. Per chiarire ulteriormente l’importanza dell’analisi linguistica di un’opera letteraria è utile riportare una lucida affermazione di Leonard R. Palmer, professore di filologia comparata ad Oxford: “La lingua, strumento della comunicazione dell’uomo con i suoi simili, è creata, adattata e affinata in risposta alle molteplici esigenze, sempre mutevoli, della società e dell’ambiente in cui vive. Per questo la storia di una lingua altro non è che la storia di una cultura” 2 . Ovidio è certamente uno dei più rappresentativi poeti dell’età augustea e questa sua rappresentatività si estrinseca anzitutto nell’aspetto formale della sua opera. In realtà ogni aspetto che viene definito, forse in maniera impropria, “formale” non è un elemento estrinseco, ma resta uno dei principali fattori con cui un’opera letteraria si definisce, anche sotto l’aspetto contenutistico: forma e contenuto rivestono infatti uguale importanza e non vi sono dubbi sul fatto che lo studio dell’uno sia funzionale all’altro; si potrebbe altrimenti dire che lo studio dell’aspetto formale diventa strumento e fine nel processo di comprensione di un qualsiasi testo letterario. E questo aspetto è ulteriormente evidente in un’epoca come quella augustea, dove il 1 Cfr. J. Cohen, Struttura del linguaggio poetico, Bologna 1966, pp. 7-119, 203-225; G. Proverbio, Lingue classiche alla prova, Bologna 1981, pp. 119-133. 2 L. R. Palmer, La lingua latina, Torino 2002, p. 116.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carmela Bafumi Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1991 click dal 19/10/2007.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.