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I siti, i riti, la cultura dei Neandertaliani: nuove ipotesi e letteratura classica

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Unida
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Rilevatore di ambienti naturali
  Relatore: Rosalba Floris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

La scelta dell’argomento della tesi di Laurea Specialistica in Rilevatore di Ambienti Naturali (I siti, i riti, la cultura dei neandertaliani: nuove ipotesi e letteratura classica), nasce dalle tematiche discusse in due importanti convegni internazionali: il Convegno di Bonn (“150 years of Neanderthal discoveries - Early Europeans Continuity and Discontinuity”), durante il quale sono stati commemorati i 150 anni dalla scoperta del primo fossile attribuito ad una specie scomparsa e precedente alla nostra, e il convegno svoltosi il 23 e il 24 novembre a Bologna (“Neanderthal 1856-2006: 150 years from the discoveries: biology and culture”), organizzato da Fiorenzo Facchini e Maria Giovanna Belcastro. La ricorrenza dei 150 anni dalla scoperta dell’uomo di Neandertal, avvenuta nell’agosto del 1856 nella valle del Düssel, infatti, ha offerto la possibilità di riportare l’attenzione su questo nostro antenato, il cui interesse è andato sempre aumentando col passare degli anni e i progressi delle analisi scientifiche. Questa tesi vuole proporre delle possibili risposte ad alcune domande controverse che spesso sono state poste nel corso della storia degli studi di questo gruppo umano, a partire dalla letteratura classica fino alle più moderne teorie frutto di nuove affinate tecnologie digitali. I neandertaliani erano completamente umanizzati e possedevano una capacità simbolica o devono essere considerati degli ominidi con un’attività cognitiva limitata? Erano dotati di linguaggio articolato? Da quali gruppi umani hanno avuto origine e come si sono diffusi nel continente europeo? Cercando di descrivere un quadro completo dell’umanità neandertaliana, ho tenuto conto dei suoi aspetti essenziali e di sicuro interesse. Il primo è rappresentato dalle manifestazioni culturali a partire dal Musteriano alle più affinate tecniche di lavorazione bifacciale. Sempre a tal proposito, ho evidenziato l’importanza delle testimonianze di capacità simbolica e senso del sacro (dalle prime forme di sepolture e di rituali funerari fino all’uso dell’ocra). Un altro elemento di cui ho tenuto conto è il problema dell’ascendenza neandertaliana, che ha dato luogo ad accesi dibattiti (Homo antecessor? Homo heidelbergensis? Homo erectus?), e che oggi sembra avere più chiarezza grazie alla paleogenetica e ai recenti ritrovamenti nella Sierra di Atapuerca (dal 2000 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), presso Burgos. Da ciò nasce l’idea di intraprendere il soggiorno di studio in Spagna in uno dei siti preistorici più significativi della storia umana. Il giacimento, infatti, costituisce una significativa tappa dell’evoluzione umana in Europa e, dunque, della successiva comparsa dei neandertaliani. I resti fossili rinvenuti ad Atapuerca nei siti della Sima de los Huesos e della Gran Dolina hanno allargato sul piano cronologico il panorama delle possibili ipotesi relative al primo insediamento umano nel continente europeo. Per finire ho discusso dello scenario ambientale in cui visse e si spostò l’uomo di Neandertal, con particolare attenzione ai siti italiani e alle variazioni paleoambientali che la caratterizzarono nel periodo della sua massima diffusione. Infine, ho preso in considerazione la Sardegna e le tracce più verosimili dell’eventuale passaggio dell’Homo neanderthalensis testimoniate dagli autori Blanc e Maxia nelle grotte marine di Cala Ilùne nel Golfo di Orosei. Attraverso l’esplorazione della zona durante un’escursione organizzata dai docenti Rosalba Floris e Carlo Spano, rispettivamente relatrice e correlatore, ho potuto prendere in esame i solchi di battente formatisi durante la glaciazione würmiana in seguito ad un notevole abbassamento del livello marino e la successiva formazione di una pianura costiera. L’instaurarsi di una fase continentale, infatti, potrebbe aver permesso la frequentazione umana in epoca prenuragica.

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7 INTRODUZIONE La scelta dell’argomento della tesi di Laurea Specialistica in Rilevatore di Ambienti Naturali (I siti, i riti, la cultura dei neandertaliani: nuove ipotesi e letteratura classica), nasce dalle tematiche discusse in due importanti convegni internazionali: il Convegno di Bonn (“150 years of Neanderthal discoveries - Early Europeans Continuity and Discontinuity”), durante il quale sono stati commemorati i 150 anni dalla scoperta del primo fossile attribuito ad una specie scomparsa e precedente alla nostra, e il convegno svoltosi il 23 e il 24 novembre a Bologna (“Neanderthal 1856- 2006: 150 years from the discoveries: biology and culture”), organizzato da Fiorenzo Facchini e Maria Giovanna Belcastro. La ricorrenza dei 150 anni dalla scoperta dell’uomo di Neandertal, avvenuta nell’agosto del 1856 nella valle del Düssel, infatti, ha offerto la possibilità di riportare l’attenzione su questo nostro antenato, il cui interesse è andato sempre aumentando col passare degli anni e i progressi delle analisi scientifiche. Questa tesi vuole proporre delle possibili risposte ad alcune domande controverse che spesso sono state poste nel corso della storia degli studi di questo gruppo umano, a partire dalla letteratura classica fino alle più moderne teorie frutto di nuove affinate tecnologie digitali. I neandertaliani erano completamente umanizzati e possedevano una capacità simbolica o devono essere considerati degli ominidi con un’attività cognitiva limitata? Erano dotati di linguaggio articolato? Da quali gruppi umani hanno avuto origine e come si sono diffusi nel continente europeo? Cercando di descrivere un quadro completo dell’umanità neandertaliana, ho tenuto conto dei suoi aspetti essenziali e di sicuro interesse. Il primo è rappresentato dalle manifestazioni culturali a partire dal Musteriano alle più affinate tecniche di lavorazione bifacciale. Sempre a tal proposito, ho evidenziato l’importanza delle testimonianze di capacità simbolica e senso del sacro (dalle prime forme di sepolture e di rituali funerari fino all’uso dell’ocra). Un altro elemento di cui ho tenuto conto è il problema dell’ascendenza neandertaliana, che ha dato luogo ad accesi dibattiti (Homo antecessor? Homo heidelbergensis? Homo erectus?), e che oggi

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