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Contrattazione decentrata e sistemi di retribuzione incentivante

Questo percorso si propone di verificare la stretta connessione esistente tra la contrattazione decentrata e le forme di retribuzione flessibile.
Il contratto collettivo, infatti, svolge l’importante funzione di tutela degli interessi collettivi in un sistema di relazioni industriali e rappresenta il fondamentale strumento di composizione del conflitto in quanto attraverso lo stesso le parti concordano la regolamentazione dei rapporti di lavoro, ed in particolare dei aspetti retributivi.

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1 Introduzione Questo percorso si propone di verificare la stretta connessione esistente tra la contrattazione decentrata e le forme di retribuzione flessibile. Il contratto collettivo, infatti, svolge l’importante funzione di tutela degli interessi collettivi in un sistema di relazioni industriali e rappresenta il fondamentale strumento di composizione del conflitto in quanto attraverso lo stesso le parti concordano la regolamentazione dei rapporti di lavoro, ed in particolare dei aspetti retributivi. Si vedrà come, nel nostro Paese, si è avuta una evoluzione storica della contrattazione collettiva caratterizzata da un’alternanza di fasi tra centralizzazione-decentramento. Ci soffermeremo, dunque, in primis su una analisi della contrattazione articolata, che prese avvio nei primi anni sessanta. La contrattazione articolata prevede la possibilità di una negoziazione a livello aziendale con funzione integrativa della contrattazione collettiva nazionale. Nei contratti aziendali viene regolamentata la disciplina dei cottimi che costituiscono le prime forme incentivanti retributive. Dopo il famoso autunno caldo del 1969, nel corso degli anni settanta, il problema fondamentale appare quello di individuare una strategia difensiva dei livelli occupazionali, con strumenti che agiscano a valle dei processi di crisi e ristrutturazione aziendale, con l’obiettivo di contenere il calo dell’occupazione. Dalla seconda metà degli anni ’70 si delinea un nuovo metodo di negoziazione sindacale detto della “concertazione sociale”. Vedremo come la concertazione abbia costituito per decenni “il piatto forte” degli accordi triangolari tra Governo e parti sociali ed oggi continui ad essere uno dei momenti centrali intorno a cui ruotano le decisioni pattizie assunte a livello nazionale. Negli anni Novanta si assiste ad una ridefinizione del rapporto tra livelli contrattuali, soprattutto con riferimento agli istituti incidenti sulla dinamica salariale. Al livello nazionale di categoria è affidata, infatti, la definizione del trattamento retributivo base, a garanzia della salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni, mentre al livello decentrato si riserva la negoziazione delle voci retributive variabili, collegate alla produttività o alla redditività aziendali, alla professionalità, alla qualità del prodotto e/o a criteri da definire in relazione alla specificità del settore e dell’azienda, alla tipologia produttiva e all’organizzazione del lavoro.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Monia Maura Gaspari Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4835 click dal 23/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.