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I contratti della pubblica amministrazione - Project financing

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Nicodemo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Franco Gaetano Scoca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 452

L'Autore Nicodemo Antonio ha realizzato una dissertazione sul tema “I CONTRATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE” con particolare riferimento alla procedura della FINANZA DI PROGETTO largamente diffusa in altri Paesi e da tempo invocata da noi, soprattutto per sopperire alle croniche carenze di finanziamento delle opere pubbliche.
L'Autore ha evidenziato come la legislazione più recente ha dato veste normativa alla Finanza di Progetto (le norme relative sono contenute nella Parte II, Titolo III, Capo III agli artt. da 152 a 160 – Nuovo Codice dei Contratti) rilevando come tale disciplina sia oltremodo complessa e anche molto criticata sia dagli operatori del settore che in sede di interpretazione giuridica. Con la presente dissertazione si è fatto il punto sull’istituto. A tal fine sono state affrontate, alla luce dell’esperienza sino ad oggi acquisita, le tematiche di fondo, esaminando in particolare le procedure di gara, i rapporti fra il PROJECT FINANCING e servizio pubblico, nonché la trama di relazioni contrattuali che viene ad essere tessuta intorno all’iniziativa.
E’ stato inoltre approfondito il tema del “DIRITTO DI PRELAZIONE RICONOSCIUTO AL PROMOTORE” oggetto di un recentissimo intervento del legislatore (D. Legislativo N. 113 del 31 luglio del 2007) e di numerose valutazioni scientifiche compiute da esperti del settore. A tal proposito l'autore ha sottolineato come un consapevole utilizzo degli strumenti legali e negoziali tipici del Diritto Privato, ritagliati sulle specifiche esigenze del singolo progetto, consente di efficientare un procedimento che presenta il vantaggio di essere già conosciuto. Non a caso è stata riportata – come soluzione da adottare per neutralizzare gli effetti negativi che derivano dal riconoscimento del diritto di prelazione al promotore – l’analisi attenta sulla CLAUSOLA D’INDENNIZZO CONDIZIONATA parametrata ai miglioramenti che un determinato operatore economico, con la sua partecipazione alla procedura del Project Financing, apporta all’opera finale. Con questa clausola si valorizza il procedimento e si inietta la logica privatistica del “premio di successo” nel contesto di gara. Infatti, se la proposta del concorrente sarà migliorativa e seria egli vedrà indennizzato il proprio impegno attraverso una parte delle economie che la sua partecipazione avrà apportato al progetto.
Nell’elaborato sono riportati inoltre tre casi di autostrade regionali che si costruiranno attraverso la procedura del Project Financing ( 1. la bretella Lastra – Signa – Prato; 2. la direttrice Broni – Stradella/ Pavia – Mortara; 3. la direttrice Cremona – Mantova). L’analisi comparata di questi tre casi ha permesso all'Autore di capire quali sono gli elementi che favoriscono e le condizioni che ostacolano le operazioni di Project Financing. Anche in questo caso l'autore ha avuto l’opportunità di riportare in tesi un elemento veramente innovativo intimamente legato alla procedura del Project Financing: si tratta del “Pedaggio Ombra”. Secondo questa tecnica l’operatore economico realizza una strada e gestisce l’opera per tutto il periodo di durata della concessione; gli utenti non pagheranno il pedaggio, infatti, il concedente paga il concessionario per il servizio stradale fornito e tale pagamento è direttamente collegato al numero e al tipo di veicoli che percorreranno quel tratto stradale, fino al tetto concordato. Solitamente il concedente paga il privato anche per i servizi che questo garantisce in termini di sicurezza e di altri servizi stradali. Per l’amministrazione esiste un concreto vantaggio in virtù del fatto che, a fronte di un canone annuo minimo, vede realizzata l’infrastruttura diversi anni prima rispetto a quanto potrebbe accadere in altre circostanze utilizzando gli schemi tradizionali.
E’ stato inoltre commentato il nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Un capitolo lungo più di cinquanta pagine è stato, infatti, dedicato al Decreto Legislativo n. 163 del 2006. L'autore non si è limitato con questa trattazione a sviluppare una mera elencazione dei nuovi istituti introdotti con il Decreto su citato ma ha cercato di evidenziare quelli che sono gli aspetti critici di uno strumento – il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici – attraverso il quale si è cercato di rispondere alle specifiche esigenze della Pubblica Amministrazione.
Infine l'autore ha dedicato un intero capitolo (il settimo) all’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Istituita nel 1994 con il nome di Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici, quest’amministrazione ha da sempre rivestito un ruolo nevralgico in materia di lavori pubblici inserendosi a pieno titolo nel quadro delle Autorità Amministrative Indipendenti.

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12 Introduzione Gli enti pubblici godono della capacità giuridica di diritto privato e dunque possono utilizzare gli strumenti di diritto comune (anche il contratto) per perseguire i propri fini. L’azione amministrativa può espletarsi attraverso diverse modalità: la cura e la gestione dell’interesse pubblico possono, infatti, avvenire mediante l’impiego di modelli implicanti l’esercizio del potere autoritativo, o, al contrario, mediante strumenti convenzionali di carattere tendenzialmente privatistico. Si suole tradizionalmente indicare la prima modalità di espletamento dell’attività con l’espressione attività iure imperii e la seconda con la contrapposta formula attività iure privatorum o iure gestionis, a voler sottolineare, con questa seconda dicitura, la possibilità di utilizzo – da parte della pubblica autorità – dei medesimi strumenti negoziali che regolano i rapporti tra soggetti privati. Alla stregua di tale distinzione l’attività contrattuale della P.A. è stata solitamente considerata specularmente inversa a quella autoritativa funzionale, dipendendo l’agire iure imperii o iure gestionis dalla posizione di supremazia o meno in cui operasse l’Amministrazione. Con la prima attività si riteneva fossero perseguibili finalità pubblicistiche, mentre alla seconda si riconducevano le finalità

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