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Studio dell'interazione tra linfociti T e monociti umani sottoposti a microgravità a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

L'evoluzione della vita come noi la conosciamo si e' sempre sviluppata in un ambiente dominato dalla forza di gravità. E' quindi comprensibile che l'uomo, e non solo, sottoposto a condizioni microgravitazionali, risenta di profondi cambiamenti fisiologici che ne compromettono la piena funzionalità. Il sistema immunitario e' uno di quei sistemi che risente maggiormente dell'assenza di gravità. In particolare i linfociti T "in vitro" subiscono una drastica riduzione della loro capacità proliferativa in quanto si è riscontrato un profondo deficit nel loro complesso apparato d'attivazione. Poiché questo complesso sovramolecolare denominato "sinapsi immunologica" consta di una miriade di proteine, e ancora molte da scoprire, è nostro obbiettivo verificare quali di queste risultano gravisensibili. Fra i ricercatori di questo campo è inoltre diffusa l' opinione che l'utilizzo della microgravità nella ricerca di base possa apportare importanti contributi per lo studio di un sistema tanto complesso quanto importante quale è il nostro sistema immunitario. I campioni cellulari alloggiati in apposite unità son stati preparati dal team di fisiologia spaziale e da me nei laboratori di Sassari e successivamente trasportati a baikonur in kazhakistan dove son stati "imbarcati" a bordo del vettore russo Soyuz TMA-8 alla volta della Stazione Spaziale Internazionale per essere esposti a microgravità. La tesi espone oltre a una approfondita descrizione delle conoscenze di biologia spaziale in campo immunologico e la descrizione minuziosa delle specifiche proteine in esame, la preparazione dell'intera missione e il processamento dei campioni per mezzo della tecnica della immunofluorescienza. A questo studio si è sommato quello di altri campioni sottoposti a microgravità simulata per mezzo di una speciale apparecchiatura in dotazione nel nostro laboratorio. Questi ultimi campioni son stati processati attraverso la tecnica della coimmunoprecipitazione. I suddetti esperimenti son stati finanziati dall' ASI (Agenzia Spaziale Europea).

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3 1. INTRODUZIONE La vita si è svolta sulla terra in un ambiente che è profondamente mutato periodicamente. Ere climatiche, cataclismi naturali, radiazioni cosmiche e attività vulcaniche hanno enormemente influenzato lo sviluppo e l’adattamento degli esseri viventi. Tuttavia, un fattore ambientale è rimasto costante attraverso le ere geologiche: la forza gravitazionale. Se consideriamo, che l’evoluzione della vita sulla terra si è sviluppata per milioni di anni alla gravità costante di 1g, è logico aspettarsi che un cambiamento dell’ambiente gravitazionale, con transizioni della gravità da 1g normale fino a quasi 0g, possano provocare effetti unici sulle cellule sia in vivo che in vitro, cioè alterazioni nel comportamento biologico degli organismi viventi. La microgravità come tale è quindi una nuova frontiera che intriga la curiosità scientifica dei ricercatori e non meraviglia se subito dopo aver messo piede nello spazio l’uomo ha cominciato a costruire laboratori spaziali (Skylab, Spacelab ecc) dapprima sui vettori orbitanti (Biosatelliti automatizzati, Shuttle) quindi sulle stazioni spaziali (MIR, ISS). Erroneamente molti pensano che gli astronauti “galleggiano” perché sono al di fuori dal campo gravitazionale terrestre. Non è assolutamente così. I voli

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Angela Saba Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1797 click dal 30/10/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.