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Da Pietro Aretino a Second Life. Vecchie e nuove frontiere della pornografia

Informazioni tesi

  Autore: Luca Falda
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Gian Piero Brunetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

Quali trasformazioni ha subìto il messaggio pornografico, a contatto con i diversi media? Quali sono le prospettive della pornografia nell'età di Internet e delle realtà virtuali?

Attingendo a più di 170 fonti, l'autore ha intrapreso un'analisi della pornografia a partire dalla nascita di un primo mercato di massa dell'osceno, contemporaneamente allo sviluppo della stampa.

La figura di Pietro Aretino è il punto d'inizio: dalle menti di tre dei più grandi artisti del Rinascimento nasce la prima opera pornografica a stampa, i "XVI modi", che vede disegni di Giulio Romano accompagnati da sonetti del poeta toscano. Mentre la lotta tra protestanti e cattolici infuria in Europa, la pornografia trova uno spazio nel neonato mercato della stampa. La fruizione si caratterizza immediatamente come privata e personale. L'agilità del medium scritto è il veicolo ideale per la diffusione dell'osceno, che sfugge alle maglie della censura come dipinti e statue, ad esempio, non possono.

La fotografia e il cinema permettono finalmente di riprodurre soggetti reali nel materiale pornografico. Lo sfruttamento delle nuove tecnologie per fini osceni è immediato, ma non sarà prima degli anni Cinquanta del Novecento che la legislazione nei Paesi occidentali permetterà un'ampia diffusione della pornografia. Ancora una volta, l'ambito privato - prima con i "peep booth", poi con la videocassetta e i DVD - è il luogo d'elezione per la fruizione del messaggio osceno.

Particolare attenzione è dedicata alla storia e al futuro di due medium tra i più nuovi. Il videogioco denota sin dall'inizio una tendenza a essere utilizzato per la creazione di pornografia interattiva, dove il fruitore riveste un ruolo inedito di protagonista attivo della narrazione. I miglioramenti nella tecnologia informatica permettono la realizzazione di modelli tridimensionali sempre più simili alla realtà.

Ma il messaggio pornografico non è solamente un prodotto commerciale, declinato in senso scritto, visivo o interattivo. Vecchi e nuovi ambienti virtuali, come i MUD e "Second Life", sono luoghi d'elezione per l'interazione sessuale a distanza, dove i confini dell'identità dei fruitori sono ridefiniti in ogni istante. La libertà è completa, nelle azioni e nelle rappresentazioni. Aziende internazionali commercializzano e investono nella ricerca di stimolatori e impianti neurali che riproducano fedelmente le sensazioni della realtà, fino a migliorarle. Si può parlare, in prospettiva, di morte della pornografia tradizionale?

Le più recenti pubblicazioni inglesi e francesi - molte delle quali qui tradotte per la prima volta -, saggi, siti Internet e un'ampia videoludografia sono le basi per uno studio sociale dei media e della pornografia che copre cinque secoli di storia di un mercato sommerso, spesso combattuto dalle istituzioni, oggi più rigoglioso che mai.

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7 Introduzione Per astra ad aspera. Durante l’estate del 1971, l’astrofisico Carl Sagan ricevette nei laboratori della Nasa, in California, la visita del giornalista Eric Burgess e dell’astronomo Richard Hoagland. I due portarono allo scienziato un’idea originale: che la sonda spaziale Pioneer, allora in costruzione, dovesse recare nel cosmo un messaggio da parte dell’umanità, destinato a eventuali intelligenze extraterrestri. Il progetto piacque subito a Sagan, che s’interessava da tempo al tema della vita aliena, e ricevette il beneplacito dell’agenzia spaziale. Grazie ai due colleghi e all’assistenza artistica della moglie, Sagan realizzò così la Pioneer plaque, il primo tentativo degli esseri umani di lanciare un messaggio nell’immenso vuoto cosmico. La creazione del pannello dorato e delle complicate incisioni fu solo il primo dei problemi dello scienziato statunitense. Oltre alla posizione nell’universo del nostro sistema solare, il modello conteneva raffigurazioni stilizzate di un uomo e una donna, nudi e naturalmente provvisti di organi genitali. Questi ultimi non tardarono a divenire fonte di scandalo. Lo scrittore Mark Wolverton 1 racconta che, per ottenere l’approvazione dei grandi capi della Nasa, Sagan dovette rimuovere “la breve linea che indicava la vulva della donna”. Non bastò. Frank Drake, che al tempo collaborava al progetto, rievoca le critiche cui il disegno andò comunque incontro; il Los Angeles Times ricevette missive di lettori che protestavano contro l’utilizzo del denaro dei contribuenti per spedire “oscenità” nello spazio, mentre il Chicago Sun Times pubblicò le immagini, ma ritoccate in modo da nascondere i genitali 2 . Nonostante le accuse, due copie della placca furono lanciate verso l’infinito a bordo delle sonde Pioneer 10 e Pioneer 11 nella primavera del 1972. Uscite dal nostro sistema solare una decina d’anni fa, esse raggiungeranno le stelle 1 Mark Wolverton, The depths of space. The story of the Pioneer planetary probes, Joseph Henry Press, 2004 2 Carl Sagan, Murmurs of Earth, 1978, New York.

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